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Piano Lavori e Servizi Pubblici #CalendaSindaco2021

Roma ha bisogno di un enorme salto di qualità nell’ambito dei lavori pubblici per intervenire su aspetti in teoria emergenziali, come buche, allagamenti, strade al buio, scuole pericolanti e voragini improvvise, ma che nella nostra città sono ormai la norma da anni. Per farlo, abbiamo immaginato un piano strutturato su 9 aree d’intervento.

Le nostre proposte

1. Manutenzione stradale

Le strade di Roma versano in uno stato disastroso a causa di un modello gestionale che non funziona. Stanziamo poche risorse e non riusciamo a spenderle bene, non monitoriamo lo stato delle strade e la manutenzione straordinaria non segue alcun tipo di programmazione. Le “buche” sono solo una delle conseguenze della mala gestione delle strade.

✓ Digitalizzare il controllo stradale e centralizzare la gestione degli appalti

  • Sviluppare un sistema digitale di controllo dello stato delle strade.
  • Accentrare nel Comune degli appalti di manutenzione.
  • Istituire una task force di progettisti, potenziando nel medio periodo le competenze interne al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU).
  • Raddoppiare gli investimenti in manutenzione straordinaria.
  • Dare seguito al Piano Sampietrini, garantendo corsie alternative in pietra basaltina.
  • Implementare i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) in tutti i Municipi.

2. Illuminazione pubblica

Roma è meno illuminata di Milano e Torino, l’anzianità della rete elettrica comporta numerosi guasti e il tempo impiegato per risolverli supera di 5 volte gli standard ministeriali. Per questo servizio, Roma paga più di quanto dovrebbe. Non è più sostenibile: non a caso per i romani l’illuminazione pubblica è terza tra le priorità di intervento.

✓ Efficientare la rete elettrica e garantire tempi rapidi di ripristino

Bisogna immediatamente mettere a gara il servizio, per garantire:

  • Il ripristino di lampade spente a non più di 2 giorni di media
  • Livelli di illuminazione pari a Milano e Torino
  • L’avvio di un processo di ammodernamento della rete elettrica pubblica

3. Edilizia scolastica

Più della metà degli edifici scolastici sono da ristrutturare, ma oltre a stanziare meno risorse di altre grandi città (la metà dei progetti di Milano), non riusciamo a spendere i finanziamenti ministeriali: dei progetti finanziati ne vengono conclusi meno di un terzo. Questo comporta scuole meno sicure della media nazionale, oltre ad una bassa efficienza energetica, una scarsa connettività e la presenza di numerose barriere architettoniche.

✓ Potenziare l'infrastruttura scolastica e semplificare la gestione dei cantieri

  • Svolgere una ricognizione dello stato degli edifici scolasticimappando le criticità e definendo le priorità d’intervento
  • Ridurre il gap tra progetti finanziati e conclusi, digitalizzando i processi e uniformandoli tra i municipi
  • Creare un ufficio comunale che aiuti gli istituti ad accedere ai finanziamenti in edilizia del Pnrr in fase di progettazione
  • Aumentare i fondi per garantire una migliore connettività

4. Sottoservizi e voragini

Le voragini che ciclicamente si aprono sulle strade di Roma sono causate sia da numerose gallerie/vuoti sotterranei, che da lavori sui sottoservizi che non rispettano il Regolamento Scavi e da perdite idriche non identificate in tempo.

✓ Implementare un piano straordinario per la sicurezza del sottosuolo e la gestione idrica

  • Un censimento completo dei vuoti sotterranei per conoscerne l’effettiva estensione, a cui far seguito con ispezioni di tecnici e speleologi per pianificare interventi ad hoc nelle zone a rischio.
  • un potenziamento e una più rigorosa applicazione del Regolamento Scavi e il raddoppio degli investimenti di ACEA in ricerca delle perdite idriche.

5. Drenaggio Urbano e Allagamenti

Roma è prima in Italia per allagamenti a seguito di piogge intense, per conseguenti danni infrastrutturali e interruzioni viarie. Questo avviene innanzitutto perché lo spazzamento stradale di AMA non è sufficiente e i tombini si otturano, ma anche a causa di un modello gestionale che non funziona.

✓ Ottimizzare la manutenzione della rete fognaria

  • Mappare integralmente le vulnerabilità dell’intero sistema di drenaggio urbano e avviare, nell’immediato, una pulizia straordinaria dove emergono criticità, pianificando invece soluzioni impiantistiche e infrastrutturali di medio e lungo periodo dove la rete fognaria risulta inadeguata.
  • Rendere ciclica e più frequente la manutenzione e il monitoraggio di tombini e caditoie.
  • Rivedere e potenziare il Piano Foglie in termini di frequenzacopertura stradale e tecnologie utilizzate.

6. Piano straordinario di bagni pubblici

Abbiamo circa un quinto dei bagni pubblici rispetto a Milano.

✓ Garantire servizi igienici adeguati in tutta la città

  • Realizzare 100 nuovi bagni pubblici distribuiti sul territorio
  • Dotare le stazioni metro attualmente sprovviste di servizi igienici
  • Rinnovare i bagni pubblici esistenti

7. Sicurezza stradale

L’attuale gestione della sicurezza stradale soffre di un approccio frammentario e reattivo, spesso limitato a interventi d’emergenza post-incidente. La carenza di un sistema di raccolta dati integrato e di un monitoraggio costante impedisce di valutare l’efficacia reale delle misure adottate, cristallizzando l’infrastruttura in uno stato di inefficienza.

È necessario superare questa inerzia attraverso una pianificazione basata sull’analisi oggettiva del rischio e l’implementazione sistematica di soluzioni urbanistiche mirate — dalle zone 30 ai dispositivi di protezione per l’utenza vulnerabile — capaci di agire concretamente sulla riduzione del tasso di incidentalità.

✓ Migliorare la sicurezza stradale attraverso dati, monitoraggio e interventi mirati

  • Informatizzare la raccolta dati sugli incidenti per evitare di ridursi ad interventi emergenziali.
  • Monitorare gli incidenti tramite un apposito centro.
  • Istituire un ufficio di verifica dell’impatto delle misure adottate.
  • Ridurre il numero degli incidenti con misure pratiche:
    • zone 30,
    • attraversamenti rialzati,
    • casse avanzate per ciclisti,
    • isole spartitraffico.

8. Una serie di opere infrastrutturali

Roma continua a soffrire una grave carenza infrastrutturale. Negli anni sono stati annunciati decine di interventi tra strade, ponti, parcheggi e impianti sportivi, ma molti sono rimasti bloccati, rinviati o mai completati. La città paga ancora oggi ritardi burocratici, difficoltà amministrative e una cronica incapacità di trasformare i progetti in opere reali.

Interi quartieri sono cresciuti senza collegamenti adeguati e la mancanza di infrastrutture alternative continua ad aggravare traffico, congestione e difficoltà negli spostamenti quotidiani. A questo si aggiungono la carenza di parcheggi e servizi e la presenza di numerosi impianti sportivi insufficienti, degradati o inutilizzati.

✓ Piano per le infrastrutture strategiche

Per Roma proponiamo un piano di opere pubbliche concrete e cantierabili, con l’obiettivo di sbloccare progetti fermi da anni e completare le infrastrutture strategiche per la città.

Il piano comprende:

    • nuove strade e collegamenti viari;
    • ponti e attraversamenti strategici;
    • parcheggi di scambio e parcheggi di quartiere;
    • riqualificazione e realizzazione di impianti sportivi;
    • completamento di opere già approvate o finanziate;
    • accelerazione degli iter amministrativi per ridurre ritardi e blocchi burocratici.

9. Centrale unica degli appalti

La gestione degli appalti pubblici a Roma continua a essere caratterizzata da procedure lente, frammentate e spesso poco coordinate tra i diversi uffici e soggetti coinvolti. Questa situazione rende più difficile controllare la spesa, aumenta i tempi amministrativi e produce inefficienze che finiscono per rallentare servizi, manutenzioni e realizzazione delle opere pubbliche.

La scarsa digitalizzazione delle procedure e la mancanza di un sistema unico realmente efficace rendono inoltre più complicati il monitoraggio degli acquisti, la trasparenza e la programmazione degli interventi.

✓ Riorganizzare la Centrale Unica degli Appalti

Il piano prevede:

  • aggregazione degli acquisti per ridurre costi e sprechi;
  • gestione più efficace della domanda pubblica;
  • rafforzamento del controllo sulla spesa;
  • digitalizzazione completa delle procedure;
  • introduzione di una piattaforma di e-procurement;
  • maggiore trasparenza e monitoraggio degli appalti.

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