Commissariare la Regione Sicilia, ora!
Da pochi giorni è morta a Trapani una donna, a cui la sanità regionale ha consegnato il referto di un esame istologico otto mesi dopo l’intervento chirurgico, quando nel frattempo il tumore si era diffuso e non si poteva più intervenire.
Questa tragedia non può essere archiviata come un semplice caso di malasanità – nella sola provincia trapanese 3300 esami istologici sono stati dimenticati nei cassetti per mesi – e rappresenta la prova più emblematica del collasso della sanità siciliana e, più in generale, della cronica incapacità dell’amministrazione regionale di garantire ai cittadini il diritto di accesso ai servizi pubblici essenziali.
La Sicilia vive da anni un declino che tocca ogni aspetto della vita civile: ospedali in disfacimento, liste d’attesa interminabili, trasporti locali fatiscenti, interi comuni senz’acqua potabile regolare, sistemi di raccolta dei rifiuti inefficienti, infrastrutture pericolose e burocrazie paralizzate, se non per un’opera di sistematica lottizzazione partitica di tutti i ruoli di maggiore responsabilità dirigenziale nel sistema pubblico e para-pubblico.
Criticità
Negli ultimi anni tutti i principali indicatori della Regione sono crollati o sono comunque molto al di sotto della media nazionale.
✘ Sanità e salute
- Negli ultimi 20 anni il divario dell’aspettativa di vita in Sicilia e nel resto d’Italia si è ulteriormente ampliato: è più che raddoppiato, e oggi la Sicilia è la penultima regione italiana per aspettativa di vita.
- Negli ultimi 20 anni la differenza tra il tasso di mortalità evitabile in Sicilia e nel resto d’Italia è quasi triplicato: oggi è la seconda regione Italiana per mortalità evitabile.
- Negli ultimi 30 anni il numero di posti letto ogni 1.000 abitanti in Sicilia è stato costantemente inferiore alla media nazionale.
✘ Istruzione
- La Sicilia è la regione italiana con la più alta percentuale di NEET nel 2024: 7,5 punti percentuali più alta della media italiana.
- Il numero di persone che dichiarano di leggere abitualmente libri o riviste è in calo e sempre molto inferiore alla media nazionale.
✘ Lavoro
- Il reddito disponibile dei siciliani è inferiore di oltre 5mila euro rispetto alla media nazionale.
- Il tasso di occupazione nel 2022 ha raggiunto il picco di 18 punti percentuali in meno rispetto alla media italiana: solo il 6% degli occupati è sicuro della stabilità del proprio posto di lavoro.
✘ Trasporti
- La rete ferroviaria siciliana ha l’85% dei binari non elettrificati ed è la prima in Italia per km di ferrovie a binario unico in valori assoluti (1.267 km).
- La Sicilia è ultima per numero di treni regionali rispetto alla popolazione, con meno della metà di mezzi rispetto a Toscana o Liguria e un quarto rispetto a Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.
- Per andare da Trapani a Caltanissetta (235 km) ci si impiegano 2 ore e 40 minuti in auto. In treno, ci possono volere fino a 9 ore e 20 minuti, arrivando a fare fino a 4 cambi.
- Le corse giornaliere dei treni regionali in Sicilia sono 472 contro le 2.173 della Lombardia, una differenza di 4,6 volte, anche se la Lombardia ha “solo” il doppio degli abitanti siciliani un’estensione addirittura inferiore a quella dell’isola.
✘ Mobilità
- Le città metropolitane della Sicilia hanno il tasso di motorizzazione più alto d’Italia.
- Le città metropolitane della Sicilia sono ultime per passeggeri trasportati dal trasporto pubblico e offerta di posti-chilometro.
✘ Infrastrutture idriche
- Le due città metropolitane della Sicilia sono quelle con le maggiori perdite idriche.
- La Sicilia ha la rete fognaria meno estesa di tutta Italia, 12% punti sotto la media nazionale.
- Nella Città metropolitana di Catania il servizio copre poco più di un residente su tre (35,8%).
- La Sicilia concentra il 27% delle infrazioni europee sulle acque reflue (252 agglomerati su 923) e quasi 7 milioni di abitanti coinvolti
✘ Rifiuti
- La Sicilia è ultima per raccolta differenziata, più di 12 punti sotto la media nazionale. Dal 2009 è stata costantemente l’ultima regione per raccolta differenziata (solo nel 2023 è stata penultima).
- La Sicilia non ha termovalorizzatori ed è la prima regione italiana per conferimento di rifiuti in discarica.
L’articolo 120 della Costituzione stabilisce che lo Stato ha il dovere di intervenire, esercitando poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni, quando si renda necessario fronteggiare “un grave pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica” o per assicurare “la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”.
Ciò significa che lo Stato può – e deve – assumere temporaneamente le competenze regionali, sia amministrative che legislative, quando l’inerzia o l’incapacità locale impediscono il rispetto dei diritti fondamentali. La stessa Corte Costituzionale ha ribadito che tali poteri valgono anche per le Regioni a statuto speciale, le quali non sono affatto esentate dall’obbligo di garantire standard minimi di pari dignità, eguaglianza, e di giustizia sociale.
Noi riteniamo che la situazione in cui versa oggi la Sicilia non solo autorizzi, ma imponga l’intervento sostitutivo dello Stato, a partire dal settore sanitario ed estendendosi a tutti i servizi pubblici fondamentali. Quando una Regione non assicura più ai propri cittadini i livelli essenziali di assistenza e il diritto alla salute, l’inadempienza non è più politica, ma costituzionale.
La nostra proposta
✓ Applicare i poteri sostitutivi dello Stato per garantire il rispetto della Costituzione
Chiediamo al Governo della Repubblica di esercitare con urgenza i poteri sostitutivi previsti dagli articoli 120 e 126 della Costituzione, fino a valutare, nelle situazioni più gravi, lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Regione per gravi violazioni di legge e per il venir meno dei principi fondamentali della Repubblica.
Lasciare che questa situazione prosegua non significa, in realtà, rispettare l’autonomia della Regione siciliana, ma abbandonare milioni di cittadini a un destino di ingiustizia e disuguaglianza.
Rifiutiamo l’idea che i siciliani debbano essere considerati cittadini di serie B, “figli di un dio minore”, condannati a pagare con la vita e con la dignità le inefficienze, la corruzione e il disinteresse della classe politica locale.
Per questo chiediamo al Governo, al Parlamento e a tutte le istituzioni repubblicane di agire subito, nell’interesse dell’unità nazionale e della tutela dei diritti costituzionali di ogni cittadino e chiediamo giustizia, dignità e uguaglianza per la Sicilia e per l’Italia intera.