Newsletter | Dalla parte delle donne iraniane

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05/01/2023

Il 16 settembre all’ospedale di Teheran, ha perso la vita Mahsa Amini, in seguito a ripetute percosse ricevute dalla polizia perché non indossava l’hijab in maniera conforme. Si intravedeva una ciocca di capelli.

Oltre un mese fa, Fahimeh Karimi, madre di tre bambini piccoli, è stata arrestata a Pakdasht, nella provincia di Teheran per aver sferrato calci a un paramilitare in una delle tantissime manifestazioni che si sono susseguite dopo la morte di Mahsa.

La Stampa ha lanciato una petizione per la libertà di Fahimeh, che tutti possiamo firmare QUI. Firmando, chiediamo il rispetto dei diritti di tutti coloro che da giorni manifestano pacificamente e che nonostante questo vengono brutalmente repressi e ingiustamente arrestati.

Il rispetto dei diritti umani appare in questo momento gravemente violato dalla Repubblica islamica dell’Iran. L’Italia e l’Unione europea non possono voltarsi dall’altra parte. Occorre isolare il regime iraniano, sanzionarlo in modo più duro e interrompere le relazioni.

Vi aspetto domenica 8 gennaio, davanti all’Ambasciata iraniana, in via Nomentana 361 a Roma dove La Stampa consegnerà la petizione. Le atrocità del regime in Iran devono finire. Noi ci saremo. La battaglia delle donne iraniane Ã¨ anche nostra.