La nostra proposta è chiara: chi lavora in Italia deve potersi regolarizzare (che non è la cittadinanza, ma uscire dalla clandestinità) per potersi costruire condizioni dignitose di vita.
Per quanto riguarda la cittadinanza bisogna finirla con lo scontro tra parti: chi studia in Italia per 10 anni deve poter diventare cittadino, perché parla italiano, conosce il nostro Paese e cresce insieme ai nostri figli.
Quando Stellantis prende 5 miliardi dallo stato italiano è un’azienda italiana, quando deve registrare marchi e brevetti non lo è più, perché li registra in Francia. E chi prova a denunciare la situazione, come Carlo Calenda fa da mesi, si becca querele con il silenzio complice dei sindacati. Un gioco sulla pelle dei cittadini surreale.
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