L'Alternativa europeista è pronta. E tu?
Ieri in Senato, durante il Premier Time con la Presidente del Consiglio, abbiamo affrontato un tema sul quale c’è grande confusione nel Governo: la difesa e la sicurezza dell’Italia.
Il Ministro Crosetto ha ammesso che le Forze Armate italiane non sono in grado di affrontare le sfide di uno scenario internazionale sempre più instabile. Per poi aggiungere che, senza una deroga al Patto di Stabilità, non potremo mai costruire una difesa credibile.
Peccato che anche dopo il varo della clausola di salvaguardia da parte della Commissione, che consente un aumento in quattro anni della spesa per la difesa pari all’1,5% del PIL (clausola già attivata da sedici paesi europei), abbia dichiarato che noi non ce ne avvarremo e che il bilancio della Difesa passerà da 32 a 44 miliardi attraverso una diversa contabilizzazione delle spese esistenti. Tradotto: tagliando altri settori essenziali, come la sanità e la scuola. Un’operazione miope e irresponsabile.
La verità è semplice: difendersi costa. Ma è una scelta necessaria. Investire nella difesa significa assumersi la responsabilità politica di spiegare ai cittadini perché serve farlo, come farlo e con quali priorità. Perché oggi, con la Russia che bombarda l’Ucraina alle porte dell’Estonia e della Polonia ogni giorno e un’America che guarda altrove, l’Europa deve diventare potenza autonoma.
Sappiamo che si tratta di un tema impopolare e difficile, ma un ripiegamento dell’Italia dalle sue responsabilità vorrebbe dire la nostra uscita dal novero delle grandi nazioni europee e rappresenterebbe un grave rischio per la nostra sicurezza nazionale.