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La storia insegna, ma noi?

È di queste ore la notizia che il governo Meloni ha deciso di non inviare più aiuti militari all’Ucraina e di non partecipare alle esercitazioni con i Volenterosi. È una linea politica chiarissima, anche se nessuno ha il coraggio di dirla con questa chiarezza: tirarsi fuori dalla questione Ucraina, tirarsi fuori dall’Europa federale, tirarsi fuori dalla NATO europea.

È la scelta più di fondo che si possa fareEd è, per molti versi, la stessa scelta che condivide la sinistra estrema. Una scelta che non porterà l’Italia solo ai margini dell’Europa, ma che renderà impossibile costruire quell’Europa federale –  che non è un’opzione tra le tante: è l’unica alternativa a diventare colonie. Colonie degli Stati Uniti di Trump. Colonie della Russia. Colonie della Cina.

Questo è il punto. E la gravità sta anche nel motivo per cui questa decisione viene presa: non per una strategia, ma per paura. Il vero terrore di Meloni oggi ha due nomi e due cognomi: Roberto Vannacci, il finto caporale di complemento che lavora apertamente a sostegno della Russia, e Matteo SalviniStiamo decidendo il futuro posizionamento internazionale dell’Italia sulla base delle paure di Meloni nei confronti dei suoi alleati.

C’è un’onda di paura nell’opinione pubblica, alimentata dalla propaganda filorussa e da una sinistra incapace di spiegare come stanno davvero le cose. Ma se oggi non capiamo che l’unico modo per allontanare la guerra dall’Europa è essere forti – e consentire agli ucraini di fermare i russi – commettiamo l’errore storico più grave dal dopoguerra a oggi. E se lo commettiamo, il rischio di una guerra con la Russia diventa più concreto, non meno.

I codardi finiscono in guerra. I deboli finiscono in guerra. Perché alimentano le aspettative dei dittatori imperialisti come Putin. Dobbiamo portarlo dentro, questo pensiero, ogni giorno.

Oggi, a parte Azione, gli amici di Spazio Pubblico, i liberali e tutto il mondo europeista, non c’è una forza politica che abbia il coraggio di dire questa verità agli italiani. Ed è l’argomento più importante di tutti.

L’unica cosa su cui saremo giudicati dalla storia è se saremo stati in grado di tenere al sicuro l’Europa e i nostri figli, oppure no. La risposta della destra e della sinistra è no. La nostra risposta è sì. Subito.

Nessuno, a destra come a sinistra, ha la volontà o il coraggio di dire la verità: chi per interesse, chi per paura dell’impopolarità. Noi continueremo a dirla. E ogni volta che mi risponderete “vuoi portarci in guerra“, vi risponderò sempre allo stesso modo: è esattamente l’opposto, perché i codardi e i deboli finiscono in guerra. Chi è forte e capace di difendersi no.

Europa federale ora.

PS: Questo è il momento di esserci. Se pensi anche tu che l’Italia debba avere il coraggio di scegliere da che parte stare, sei già parte di questo progetto e nelle prossime settimane arriveranno tante novità per costruirlo insieme. Resta collegato.
PPS. L’obiettivo di Azione è chiaro e ricomincerò a girare l’Italia proprio per questo. Inizierò già questa settimana dalla Toscana: il primo appuntamento sarà giovedì 27 agosto, alle ore 18.30, allo Spazio Caffè de La Versiliana a Marina di Pietrasanta per un dialogo con Paolo Liguori. Mi sposterò poi il giorno dopo, venerdì 28 agosto, alle ore 19.00 all’Anfiteatro del Leccio di Capalbio per la premiazione a “Difendere la Libertà”. A entrambi gli appuntamenti sarà presente anche il commissario regionale Giulio Sottanelli. Gli incontri proseguiranno a settembre: domenica 6 presenterò il libro a Varese, dal 10 al 12 parteciperò alla seconda edizione della “Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia” promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, mentre il 17 settembre sarò a Venezia.
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