Il dovere dell'opposizione
Ieri ho partecipato al Forum Ambrosetti di Cernobbio nel dibattito dedicato alle opposizioni. Un momento utile di confronto con Elly Schlein e Giuseppe Conte. Ma anche un’occasione per ribadire, ancora una volta, che Azione non è e non sarà nel cosiddetto ‘campo largo’.
Il nostro modo non ideologico di fare politica in Parlamento e sul territorio, non ha a che fare con alchimie e liturgie, sigle o formulette. Per noi sono fondamentali i contenuti e l’agenda di governo. E su questi aspetti tra Azione e il campo largo ci sono differenze non trascurabili per quello che riguarda le politiche di bilancio, il collocamento internazionale dell’Italia e la politica estera, la politica industriale e quella energetica-ambientale.
Noi siamo all’opposizione e abbiamo il dovere di confrontarci con gli altri partiti che non fanno parte della maggioranza della Meloni. Questo però non vuol dire arruolarsi in alleanze che non hanno alcun futuro politico. Se, come diceva Einaudi, l’obiettivo dell’opposizione è quello di vedere approvato almeno un emendamento, noi continueremo con questo lavoro senza rinunciare alle nostre idee e alla nostra peculiarità, avendo un unico obiettivo: il bene del Paese.
L’Italia, infatti, è un Paese in declino che continua a giocare con il fuoco, lasciandosi distrarre dal gossip del giorno. E intanto il debito pubblico cresce di minuto in minuto, la sanità versa in condizioni drammatiche, la politica economica del governo è incerta, i diritti sociali sono trascurati. Un partito serio che vuole fare un’opposizione altrettanto seria ha il dovere di avanzare proposte concrete e fattibili spiegandone obiettivi e sostenibilità. Senza per questi legarsi ad alleanze contraddittorie, senza futuri e che rappresenterebbero una presa in giro dei cittadini.