Il 22 e 23 marzo i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo relativo alla modifica di sette articoli della Costituzione (artt. 87, decimo comma; 102, primo comma; 104; 105; 106, terzo comma; 107, primo comma; e 110), in materia di ordinamento giudiziario.
La riforma prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, eliminando la possibilità di passaggio tra le due funzioni e rafforzando la distinzione tra chi accusa e chi giudica, in linea con il principio del giusto processo.
Introduce inoltre un’Alta Corte disciplinare autonoma, distinta dagli organi di autogoverno, con il compito di giudicare gli illeciti dei magistrati, dividendo così la funzione disciplinare dalla gestione delle carriere e rafforzando le garanzie di imparzialità.

