Asili nido aziendali

Lavoro femminile e natalità non sono in alternativa tra loro. Può sembrare un’affermazione scontata, ma è proprio qui che si concentra uno dei nodi strutturali del Paese: quando mancano servizi adeguati, la scelta tra occupazione e figli diventa di fatto obbligata. Il problema non è la volontà delle famiglie, ma l’assenza di strumenti che consentano alle donne di restare nel mercato del lavoro dopo la maternità.

Per questo, come Azione, insieme a Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico, abbiamo presentato una proposta di legge per rafforzare il ruolo dei nidi aziendali con l’obiettivo di semplificare le procedure per le imprese e riconoscere questi servizi come un investimento produttivo, capace di sostenere l’occupazione femminile e rendere più compatibile la scelta di avere figli con la continuità lavorativa.

Criticità

✘ Italia sotto la media UE sia per occupazione femminile che per divario occupazionale

Il  tasso di occupazione femminile è al 57,4%, la  media UE è 70,8%: -13,4% rispetto alla media UE del 70,8%.

Il divario occupazionale di genere in Italia è il più alto in Europa: 19,4%: 9,4% rispetto alla media UE del 10%.

✘ Denatalità cronica

Secondo i dati OCSE, nel 2022 il tasso di fecondità totale in Italia era pari a 1,24 figli per donna, contro una media OCSE di 1,51. Dagli anni ’60 il tasso di fecondità italiano si è progressivamente collocato sotto la media dei Paesi OCSE. Dopo il picco del baby boom (oltre 2,5 figli per donna nei primi anni ’60), l’Italia è scesa sotto la soglia di sostituzione già alla fine degli anni ’70 e non l’ha più recuperata. 

La nostra proposta

✔ Integrare i nidi aziendali nel sistema nazionale 

Prevedere il riconoscimento formale, a livello nazionale, dei servizi educativi per la prima infanzia realizzati in ambito aziendale come parte del sistema integrato di educazione e istruzione. Per questo occorre modificare il d.lgs. 13 aprile 2017, n. 65, che disciplina il sistema educativo dalla nascita ai sei anni, introducendo una nuova tipologia di servizio dedicata ai bambini tra i 3 e i 36 mesi attivata in contesto aziendale.

✔ Definire standard minimi nazionali

Stabilire requisiti essenziali validi su tutto il territorio nazionale, prevedendo una deroga puntuale alla disciplina regionale dove necessario. In questo modo sarà possibile garantire uniformità delle regole e certezza normativa, evitando frammentazioni che oggi ostacolano l’attivazione dei servizi.

✔ Sostenere economicamente l'apertura delle strutture

Prevedere che i costi per l’attivazione dei nidi aziendali siano sostenuti dalle imprese, compensandoli attraverso una superdeduzione fiscale che ne riduca in modo significativo l’impatto economico.

✔ Promuovere modelli organizzativi flessibili e condivisi

Agevolare la gestione dei nidi aziendali tramite modelli organizzativi flessibili, come CRAL aziendali e interaziendali o consorzi tra imprese, favorendo al tempo stesso la collaborazione tra PMI, grandi imprese ed enti pubblici per condividere risorse e costi e rendere il servizio sostenibile e accessibile anche alle realtà di dimensioni minori.

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