Previdenza sociale
Questa settimana alla Camera dei Deputati si discuterà una proposta di Chiara Braga, la capogruppo del Partito Democratico, che chiede al governo di eliminare la revisione automatica dell’età a cui è possibile andare in pensione prevista dalla Legge Fornero.
Come funziona la Legge Fornero
La Legge Fornero ha previsto che periodicamente l’età a cui è possibile andare in pensione venga modificata in maniera automatica rispetto all’aspettativa di vita: più sono gli anni che mediamente vive la popolazione, più tardi si potrà andare in pensione. Tale meccanismo serve a salvaguardare la sostenibilità del sistema.
Infatti, con questo calcolo si prevede che, in media, ogni lavoratore riceverà con la sua pensione più o meno quanto ha versato di contributi nel corso degli anni di lavoro. Se l’età a cui si può andare in pensione rimane fissa, mentre l’aspettativa di vita si allunga, aumenteranno gli anni durante i quali verrà percepita la pensione, facendo saltare questo equilibrio.
Criticità della mozione Braga
La proposta di Braga, in sostanza, è di superare la legge Fornero, chiedendo al Governo di intervenire sulla materia pensionistica per eliminare questo meccanismo, lasciando alla discrezionalità della politica la scelta di quando e quanto aumentare l’età a cui è possibile andare in pensione.
Azione è contraria a questa proposta.
✘ La spesa pensionistica è già troppo alta
Da tempo la spesa pensionistica è la voce più rilevante del bilancio pubblico italiano: secondo dati ISTAT, nel 2024 la spesa previdenziale complessiva ha superato i 400 miliardi di euro e oltre l’80 % di questa è assorbito dagli assegni pensionistici, uno dei livelli di spesa più alti in Europa.
✘ Effetti sul mercato del lavoro e sul cuneo fiscale
L’ incidenza della spesa previdenziale e delle relative contribuzioni sul costo del lavoro contribuisce a mantenere il cuneo fiscale sui salari tra i più elevati nei Paesi OCSE. Il combinato disposto di imposte e contributi sociali (inclusi quelli pensionistici e assistenziali) rappresenta una quota significativa del costo del lavoro che ha pesanti ricadute sulle scelte imprenditoriali e, di conseguenza, effetti negativi sull’occupazione, in particolare quella giovanile, e sulla costruzione di carriere contributive solide.
✘ Crisi demografica e sostenibilità futura del sistema
La demografia italiana continua a mostrare segnali di forte decrescita e bassa fecondità: nel 2024 sono nate circa 370 mila persone, il minimo storico, con un tasso di fecondità di 1,18 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione demografica. Il trend prosegue da anni e altera il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati, creando pressioni crescenti sul finanziamento del sistema pensionistico basato sui contributi degli occupati.
La nostra proposta
✔ Preservare la sostenibilità e l’equità intergenerazionale del sistema pensionistico
Vogliamo mantenere i principi cardine della riforma pensionistica del 2011, in particolare l’automatismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita e la relativa cadenza biennale degli aggiornamenti, come strumenti essenziali affinché il sistema previdenziale resti sostenibile nel lungo periodo e coerente tra generazioni. Tali meccanismi servono a evitare che oneri non compensati gravino sulle generazioni più giovani e a preservare la prevedibilità del percorso contributivo e pensionistico.
✔ Garantire la copertura finanziaria di ogni intervento previdenziale
Ogni proposta di modifica ai requisiti o alle modalità di accesso alle pensioni deve essere subordinata alla copertura finanziaria strutturale e permanente, rispettando il principio di saldo zero o positivo della spesa pensionistica complessiva. Ciò significa che a un incremento di spesa deve per forza corrispondere un equivalente aumento delle entrate o una riduzione di altre voci di spesa, esplicitando il costo-opportunità di tali scelte rispetto ad investimenti in occupazione giovanile, riduzione del cuneo fiscale e politiche per la famiglia.
✔ Rafforzare la previdenza complementare
Vogliamo potenziare la previdenza complementare come strumento integrativo al regime di base, attraverso
○ incentivi fiscali mirati
○ modalità di adesione più efficaci
○ una maggiore diffusione di informazione previdenziale.
La misura è rivolta in particolare a lavoratori giovani, con carriere discontinue o a basso reddito, categorie che risultano maggiormente esposte all’incertezza della futura pensione e che beneficerebbero di una seconda “gamba” previdenziale più solida e diffusa.

