Lobbying e conflitto d'interesse
Le norme comunitarie definiscono il lobbista, o rappresentante di interessi come “qualsiasi persona fisica o giuridica, gruppo formale o informale, associazione o rete, che si impegna in […] attività con l’obiettivo di influenzare la formulazione o l’attuazione della politica o della legislazione, o i processi decisionali“.
La definizione è fondamentale per comprendere in modo preciso il fenomeno e proporre le misure più adatte per regolamentarlo, cosa che ad ora in Italia non viene fatto. Tale vuoto normativo determina un caos per lavoratori del settore, le istituzioni e i cittadini, che agiscono in un contesto dove l’opacità non tutela effettivamente il bene pubblico.
Dal 2021 esiste un quadro di riferimento strutturato a livello europeo con il Registro per la Trasparenza dell’UE, gestito congiuntamente da Parlamento europeo, Commissione e Consiglio. Si tratta di una banca dati pubblica che censisce oltre 12.000 soggetti — tra organizzazioni, associazioni, imprese e liberi professionisti — che dichiarano le proprie attività di rappresentanza di interessi, i clienti per cui operano e le risorse finanziarie impiegate. La registrazione, pur formalmente volontaria, è di fatto obbligata visto che, senza di essa, non è possibile incontrare commissari, deputati o alti funzionari, né partecipare a gruppi di esperti o audizioni parlamentari. A tutti i soggetti iscritti si applica un codice di condotta comune, con sanzioni che possono arrivare anche alla cancellazione dal registro.
Criticità
✘ Il settore è strategico seppur ignorato da gran parte delle Istituzioni
- In Italia esistono alcune esperienze di registri della trasparenza e pubblicazione delle agende degli incontri (in particolare alla Camera dei deputati e in alcuni ministeri come il MIMIT e il MASAF), ma il sistema è frammentato e non esiste ancora un quadro normativo nazionale uniforme sul lobbying.
- Uno studio di Transparency International Italia ha evidenziato che il livello di trasparenza nel lobbying si attesta al 11%, con un punteggio complessivo di 20 su 100, tra i più bassi in Europa.
- Nel 2024 il fatturato delle grandi aziende di lobbying in Italia ha variato tra i 7 e i 16 milioni di Euro rendendolo un settore altamente lucrativo, nonché molto richiesto.
✘ Non c'è niente da nascondere da parte degli operatori del settore, anzi
Il 75% dei portatori d’interessi interpellati in un’indagine di Transparency International Italia ritiene essenziale una regolamentazione chiara.
Infatti, la scarsa conoscenza del fenomeno, insieme all’assenza di trasparenza, contribuisce ad alimentare la percezione negativa del lobbying, fino ad associarlo anche a fenomeni corruttivi.
Le nostre proposte
✓ Regolamentare i rapporti con i portatori di interesse
- Rendere obbligatorie le consultazioni pubbliche su provvedimenti di interesse generale, garantendo che cittadini, imprese e associazioni possano partecipare attivamente al processo decisionale in modo trasparente ed equo.
- Prevedere che ogni incontro tra decisori pubblici e rappresentanti di interessi avvenga esclusivamente in sedi istituzionali o tramite canali ufficiali, evitando contatti informali che potrebbero compromettere la trasparenza del processo decisionale.
✓ Garantire la dovuta trasparenza
- Istituire presso l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) un registro pubblico e obbligatorio per i portatori di interesse così da monitorare l’attività di lobbying.
- Garantire pari accesso ai processi decisionali da parte di tutti i portatori di interesse.
- Rendere obbligatoria la pubblicazione di una relazione annuale sugli incontri svolti, i temi trattati e le risorse economiche impiegate così da garantire la tracciabilità delle interlocuzioni tra pubblico e privato.
✓ Prevenire fenomeni di corruzioni e indebite influenze
- Vietare ai decisori pubblici di intrattenere rapporti diretti o indiretti con rappresentanti di interessi con cui abbiano legami familiari, affettivi o economici, evitando eventuali conflitto di interesse.
- Vietare qualsiasi forma di compenso, regalo o altra utilità ai decisori pubblici da parte di portatori di interesse, assicurando che le decisioni siano prese nell’esclusivo interesse dei cittadini.