L’INPS conferma ancora una volta un dato che a noi è da sempre molto chiaro: la scarsa presenza delle donne nel mondo del lavoro ha effetti devastanti, anche sui conti pubblici. La riduzione del gap salariale e occupazionale che penalizza le lavoratrici è una priorità e un asse strategico di sviluppo che con il governo Draghi avevamo attivato con politiche concrete, dando all’Italia la prima strategia per la parità di genere e la certificazione per la parità per le imprese.
Su tutto il tema del lavoro femminile il governo è fermo e con il suo immobilismo ha bloccato il Paese. Bisogna riprendere a investire sul lavoro femminile, intervenire sullo sbilancio di cura, promuovere nuovi percorsi di leadership e di carriera. Bisogna che si diano una mossa: l’Italia non può permettersi di fermarsi.
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