Dalla dimensione europea fino a quella italiana, siamo un Paese ostaggio di una maggioranza che non riesce a fare sintesi su nessun tema. Si corre su premierato e autonomia quando siamo immobili su lavoro, sanità e salari. Sono queste le priorità su cui lavorare, ma a loro non sembra interessare.
Questa idea che per cambiare l’Europa devi demolirla è un racconto che non regge. Ci sono compartimenti e imprese che ci chiedono regole comuni e tutto ciò che come Paese siamo in grado dirgli è “l’Europa è cattiva”. La campagna elettorale è finita.
L’Europa deve tornare a essere politica. Così come fatto per la gestione del Covid e del PNRR, l’Unione Europa può avere un grande ruolo nel sostegno alle famiglie e alle imprese nella gestione della transizione verde e digitale. Ma deve esserci un obiettivo chiaro e comune da parte di tutti gli Stati membri, in primis dall’Italia e dal nostro governo.
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