Autonomia: nuova bozza ma stessi problemi

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31/01/2023

Le repliche di Carfagna e Gelmini alla presentazione delle bozze sulla riforma Calderoli

Dura la posizione del Presidente del partito:

“Per l’autonomia di Calderoli vale la proprietà commutativa: cambiando l’ordine delle bozze il risultato non cambia. Anche nell’ultima versione la riforma resta uno schiaffo ai cittadini del Sud e rischia di essere una presa in giro per quelli del Nord. Perché delle due l’una: o in assenza di determinazione dei Lep l’autonomia non verrà attuata oppure verrà realizzata senza che un solo Lep sia finanziato. 

In entrambi i casi spiace vedere come la Meloni abbia totalmente ceduto alla propaganda della Lega. Restano irrisolte tutte quelle criticità che non solo le opposizioni, ma anche imprese e moltissimi amministratori locali, denunciano da tempo. Inoltre, la possibilità per le Regioni di chiedere la potestà di tutte le 23 materie previste dalla riforma del Titolo V, senza tener conto che intanto il mondo è cambiato, è una follia. Pandemia e crisi energetica ci hanno insegnato che scuola, infrastrutture, rapporti con l’Ue, politica energetica, commercio con l'estero devono restare potestà statale. 

Il problema non è l’attuazione dell’autonomia differenziata, che anzi ci vede favorevoli. Il problema è l’autonomia modello Calderoli, che non rispetta il dettato costituzionale ed è destinata a disegnare un’Italia ancora più spaccata”.

Netta anche la dichiarazione della portavoce di Azione:

 â€œLa nuova stesura della legge quadro sull’autonomia differenziata non scioglie il nodo della definizione e del finanziamento dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale. 

Con la legge di bilancio il governo si è preso un anno di tempo solo per definire quali siano le materie Lep e quali siano i livelli delle prestazioni da assicurare. Dopodiché andrebbero pure finanziati. 

È evidente dunque che correre adesso ad approvare, seppure solo in consiglio dei ministri, un disegno di legge confuso e contraddittorio ha l’unica utilità di consegnare alla Lega una bandierina per la campagna elettorale delle regionali. 

Non so se le altre forze politiche di maggioranza riterranno utile approvare questo disegno di legge: quello che è certo è che questo modo di procedere non è utile all’Italia, perché porterà a un nulla di fatto o alla spaccatura del Paese. Visti anche gli errori commessi dal governo (compreso ipotizzare il ritorno ad improbabili gabbie salariali per gli insegnanti) occorre fare chiarezza su quali siano le materie concretamente devolvibili alle regioni. Fra queste non può esserci né oggi né domani l’istruzione e, con questa maggioranza, l’unico modo per escluderlo è modificare il Titolo V”.