Benvenuta Elisabetta Gualmini!
Nella conferenza stampa di oggi, con il segretario nazionale Carlo Calenda e il senatore Marco Lombardo, l'eurodeputata Elisabetta Gualmini che ha annunciato il suo ingresso in Azione.
"È un po' come tornare a casa, abbiamo fatto tante battaglie comuni in passato con Carlo Calenda e Marco Lombardo". "Il Pd ha cambiato struttura, c'è stata una mutazione genetica che porta un riposizionamento nella sinistra radicale che taglia fuori la cultura del riformismo di cui ho sempre fatto testimonianza". Ha spiegato Gualmini che ha poi aggiunto "voglio fare politica in uno spazio senza alcuna ambiguità sul sostegno all'Ucraina. Cosa vuol dire "no al riarmo, sì alla difesa comune?". O "no alla difesa nazionale, sì alla difesa comune?". Nel Pd ho registrato ambiguità, c'è un'alleanza con chi in Ue vota contro le armi in Ucraina".
"È disdicevole il modo con cui nel Pd si porta avanti la battaglia sulla giustizia, con la scelta di mobilitare tutto il partito su un sindacato. In questo referendum ci sono innesti di populismo: "se voti sì sei un fascista". Il Pd non è mai stato una roba così, era il partito della responsabilità. Non arriveranno le cavallette. Voterò sì, penso che sia una riforma giusta, se il governo fa delle cose buone noi le votiamo. È un criterio pragmatico".
Ha commentato così la situazione del PD odierno. "Elly Schlein ha fatto un capolavoro. Si è presa tutto il partito e oggi ha una maggioranza del 92%. Penso che il Pd abbia cambiato natura, che ci sia stata una mutazione genetica per cui il partito oggi si trova su un asse radicale che taglia fuori la cultura riformista di cui io da sempre sono testimone. Lo spazio di agibilità politica per chi ha una visione più moderata e di governo, con una forte caratura in politica estera, si è molto ridotto: o si sta nel Pd per fare il controcanto tutti i giorni o si cerca un altro spazio di agibilità politica.
"Sono contento che Elisabetta Gualmini sia dei nostri, penso che piano piano altri seguiranno. Deve essere costruita una alternativa al sovranismo ma non col populismo, che è della stessa matrice". Ha commentato così il Segretario Carlo Calenda.


