Sport, serve un aiuto concreto per supplire all’insufficienza dei contributi pubblici
Mariasole Mascia e Fabrizio Benzoni: “Uno dei settori più colpiti dall’emergenza sanitaria è senz’altro quello dello sport“
“Uno dei settori più colpiti dall’emergenza sanitaria è senz’altro quello dello sport che, oltre al pesante danno già subito in conseguenza del lockdown, è destinato purtroppo a risentire ancora a lungo dei gravi effetti della pandemia“, così in una nota Mariasole Mascia e Fabrizio Benzoni del Comitato Promotore di Azione con delega allo Sport.
“Da un lato, ci sono le ingenti spese che associazioni e società sportive stanno sostenendo e dovranno continuare a sostenere per poter esercitare l’attività in condizioni di sicurezza; dall’altro, le minori entrate derivanti sia dalla necessità di limitare servizi, sia dalla ondata di fisiologica ‘paura’ che sta inducendo molti utenti a rinviare la ripresa dell’attività sportiva. Il mondo dello sport ha bisogno di un aiuto vero, rapido e concreto e le misure del Decreto Rilancio non bastano. Bene l’adozione, per quanto un po’ tardiva, di alcune misure, di cui Azione si era già fatta promotrice, volte a sostenere nell’emergenza i lavoratori e le associazioni sportive. Bene, ma non sufficiente. Si prevede infatti il finanziamento fino solo al 2021 di un ‘fondo per il rilancio dello sport‘ (40 milioni nel 2020 e 50 milioni per il 2021)“.
Ma la breve durata del fondo e l’assenza di indirizzi sull’utilizzo delle risorse non fanno ben sperare, nulla infatti ha previsto il Governo a sostegno degli utenti e dell’esercizio della pratica sportiva. Questa invece è l’occasione per rilanciare davvero lo sport, motivo per cui Azione propone:
che il fondo per il rilancio dello sport diventi un fondo strutturale del bilancio dello Stato. Due anni non servono a nulla;
la detraibilità dalla dichiarazione dei redditi del 100%, delle spese per l’attività sportiva, fino a un importo massimo di € 400, per incentivare famiglie e utenti all’attività sportiva, in ottica preventiva oltre che terapeutica;
l’introduzione di un credito di imposta al 100% per sponsorizzazioni, e detrazione Irpef al 100% per erogazioni liberali, fino ad un massimo di 70.000 euro per soggetto, per sostenere e incentivare sponsor e donazioni private che, supplendo alla insufficienza dei contributi pubblici, sono oggi la linfa vitale della maggior parte delle associazioni sportive.
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