Un centro all'altezza di Draghi

 

22 giugno 2022

 

L'editoriale di Raffaele Bonanni.

(...) In questi anni di bipolarismo coatto, gli elettori sono stati ridotti a tifoseria, e allontanato metà di essi dalle urne, alimentato i partiti personali, estremizzata la politica (...).

Nel corso della lunga e fallimentare seconda repubblica, ci sono stati tanti annunci di ricostruzione del cosiddetto “centro”, ma non hanno mai avuto sviluppi per l’incapacità a darsi leadership condivise, per un’impostazione da partiti personali e leaderistici, per la predisposizione ad allearsi a destra o a sinistra, per una manciata di posti in Parlamento in cambio della rinuncia alla propria identità (...).

È facile pronosticare che il movimento verso il centro di cui si parla in questi giorni fallirà, se non sarà sostenuto da una fase costituente di costruzione di un soggetto dai chiari connotati liberali, popolari, socialisti per richiamare alla riorganizzazione l’area vasta dell’astensione al voto, per ridare motivazione a coloro che bivaccano in formazioni politiche culturalmente non coincidenti con la loro opinione. Dunque un grande progetto aggregativo, una realtà nuova e vasta all’altezza del servizio di Mario Draghi, è il soccorso più alto all’interesse nazionale ed europeo (...).

Raffaele Bonanni, responsabile Relazioni Industriali.

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