Tasse, i giovani traditi (ancora) dai partiti

 

25 novembre 2021

 

Giuliani: "L'accordo raggiunto sulle aliquote non serve a nessuno, tranne alla propaganda politica".

L'accordo raggiunto tra i partiti per destinare gli 8 miliardi della legge di Bilancio a un modesto taglio delle aliquote Irpef e un ancor più modesta riduzione dell'IRAP non serve a nessuno, tranne alla propaganda degli stessi partiti. Gli 8 miliardi andavano destinati a cambiare radicalmente la vita di chi oggi rappresenta oggettivamente la categoria più debole in termini di reddito: i giovani. Azione propone da mesi un taglio radicale dell'Irpef per gli under 30 che pur lavorando e guadagnano una miseria - 9935 euro all'anno in media da 20 a 24 anni e 15.128 euro da 25 a 29 anni.

Con circa 5,5 miliardi (meno del taglio delle aliquote) si poteva azzerare l'Irpef fino a 24 anni e si dimezza fino a 29, incidendo sulla vita dei giovani lavoratori. Se c'è bisogno di spiegare ulteriormente perché fosse urgente un intervento in loro favore basti considerare che il 60% dei 20-24 e il 32% dei 25-29 anni guadagna - lavorando - meno dell'importo massimo del reddito di cittadinanza (780 euro). Quindi nella situazione attuale a un giovane conviene quasi non lavorare e chiedere l'RDC, è questa la società che vogliamo? Aggiungiamo pure che il taglio delle aliquote rischia di rendere l'imposizione meno progressiva, in barba all'articolo 53 della Costituzione, che i giovani hanno minor propensione al risparmio e spendono molto più in consumi.

Quindi, oltre a cambiare le vite di chi domani pagherà le nostre pensioni, il taglio, che riproporremo come emendamento alla legge di Bilancio al Senato, avrebbe avuto un impatto molto maggiore rispetto al taglio delle aliquote. Ai leader degli altri partiti diciamo almeno di smettere di riempirsi la bocca di retorica sui giovani e non di chiedersi più perché in 130mila lasciano l'Italia ogni anno. Lo sanno già. 

Francesco Giuliani, Responsabile Fisco

 

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