Scuola e PNRR, un buon inizio ma attenzione alla capacità di spesa

 

22 dicembre 2021

 

L'investimento di 17 miliardi è un'occasione importante per modernizzare l'istruzione, saremo vigili. 

 

Le risorse del PNRR destinate all’istruzione, unite a quelle nazionali del Fondo complementare hanno portato ad un investimento complessivo sulla scuola di 17,59 miliardi di euro, con 11 linee di investimento, 6 destinate alle infrastrutture e 5 alle competenze.

Per quanto riguarda le infrastrutture, il Ministro Bianchi il 2 dicembre ha emanato bandi per oltre cinque miliardi, per la realizzazione di asili nido e scuole dell’infanzia, per l’incremento di mense e palestre, per la costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica e per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico già esistente. 

Almeno il 40% dei fondi messi a bando sarà destinato al Mezzogiorno, dove il divario infrastrutturale è maggiore, così come è più incidente (16,3%) il fenomeno della dispersione scolastica, piaga italiana che nel 2020 ha registrato quel 13,1% nazionale di “dispersi”, dato che ci pone al quart’ultimo posto in Europa: dopo di noi solo Romania, Spagna e Malta.

Potranno partecipare ai bandi gli enti locali proprietari di edifici pubblici ad uso scolastico statale, quindi Comuni e Province, che entro il 28 febbraio 2022, presenteranno progetti coerenti con le finalità dei singoli Avvisi.

È un buon inizio, anche se la gestione centralizzata degli avvisi e la carenza di professionalità tecniche, soprattutto nei piccoli Comuni, può presentare il rischio di non raggiungere pienamente gli obiettivi di un così corposo investimento o di creare duplicazioni rispetto alla concorrenza di finanziamenti di origine diversa. L’Italia in passato non ha sempre mostrato un’adeguata capacità di spesa dei fondi europei, per cui si rende necessario un attento monitoraggio da parte del Governo.

Azione seguirà con attenzione lamessa a terra” delle iniziative intraprese per potenziare le strutture scolastiche e riprogettarne gli ambienti e gli arredi, affinché siano funzionali all’apprendimento e facilitino il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti fin dall’inizio della nostra storia politica: garantire a tutti i bambini la frequenza dei nidi e delle scuole dell’infanzia, estendere l’opportunità del tempo pieno e del tempo lungo, arricchire l’offerta formativa anche con attività extracurricolari, innovare l’organizzazione didattica, promuovere metodologie laboratoriali e rendere la scuola un luogo attrattivo per tutto il territorio circostante, dove crescere, sviluppare i propri talenti, acquisire competenze, coltivare le relazioni e gli scambi, inclusi quelli intergenerazionali. 

Ripensare gli spazi potrà facilitare quella riorganizzazione del sistema scolastico, più volte annunciata, e mai portata a termine, che ponga riparo al problema delle cosiddette “classi pollaio”, quelle che hanno più di 26 alunni e che nel 2020, così come pubblicato dal dossier di Tuttoscuola, erano ben 13.761! Eppure nel Rapporto OCSE 2020 (Education at a Glance) il numero medio di alunni per classe in Italia (20,5) risulta essere inferiore a quello di molti altri Paesi industrializzati. In realtà, nel nostro Paese ci sono differenze che sembrano incredibili: si va da classi con meno di 15 alunni, a molte, troppe classi con 27 e oltre fino ad arrivare a 40! L’elevata numerosità del gruppo classe rende difficile, spesso impossibile, agli insegnanti applicare metodologie didattiche personalizzate e coloro che vengono maggiormente penalizzati sono gli alunni con difficoltà di apprendimento o di relazione.

La riorganizzazione del sistema scolastico costituisce una delle sei riforme annunciate nella brochure PNRR del ministero dell’istruzione, riforme che seguiremo con la massima attenzione perché da esse dipende la realizzazione, non più rimandabile, di un modello scolastico innovativo, equo, inclusivo, che prepari al futuro e non lasci indietro nessuno.

Maria Pia Bucchioni, responsabile Istruzione, Formazione e ITS

Tesseramento 2022 Azione