Rai, basta con l'ipocrisia dei partiti

 

08 maggio 2022

 

Napoli: "Non è la politica a dover sindacare se chiudere o aprire un programma".

La Rai è sempre più in una condizione surreale. Tutti i partiti sostengono, con un'ipocrisia densa come il fumo, che l'azienda va sottratta al controllo della politica, cioè dei partiti medesimi, salvo poi giudicare ogni singolo aspetto, per applaudire o censurare quel programma o quel giornalista o quel conduttore. Mi chiedo: se la Rai ha un presidente, un amministratore delegato e un Consiglio di amministrazione, è il caso di lasciare alla loro responsabilità di decidere quali programmi realizzare e quali chiudere? Quali valorizzare e quali no?

La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è stata denominata così perché la sua missione istituzionale è esattamente questa: dare un indirizzo generale alla più grande industria culturale dell'Italia, lasciando poi ai suoi organi amministrativi la facoltà di decidere le modalità che ritengono più opportune. Con quale diritto un Salvini o un Airola definiscono censura la decisione di Fuortes di chiudere questo o quel programma?

Fuortes deve godere della massima libertà, dopo, ma solo dopo che ha impostato e realizzato la sua linea editoriale, la Commissione potrà valutare se questa ha risposto alle esigenze di pluralismo e qualità dell'informazione. E se ha incontrato l'approvazione del pubblico.

Osvaldo Napoli

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