Osservazioni al DL Liquidità e Proposte sul DL Rilancio

Indice

  1. Diamo più liquidità alle imprese
  2. Proteggiamo il capitale e agevoliamo la competitività delle imprese
  3. Proteggiamo chi ha immobili in locazione
  4. Tuteliamo le imprese e incentiviamo la sicurezza

 

Diamo più liquidità alle imprese


1. Aumento a 100mila euro della soglia per i finanziamenti garantiti automaticamente al 100%

È opportuno semplificare ulteriormente le modalità di accesso alla garanzia del FCG, prevedendo (i) l'estensione della procedura facilitata senza valutazione del merito di credito per le domande di garanzie relative a finanziamenti fino a 100mila euro e (ii) l’estensione della garanzia statale al 100% per i finanziamenti fino a 100mila euro;

 

2. Estensione delle garanzie statali al factoring e alle assicurazioni dei crediti commerciali

Le operazioni di factoring (pro-soluto e pro-solvendo) sono uno strumento fondamentale di finanziamento delle imprese ed al momento sono escluse dalle garanzie SACE. È assolutamente necessario includere anche queste operazioni di cessione di crediti commerciali, nonché le assicurazioni su crediti, tra quelle garantite, con le medesime percentuali di garanzia SACE previste per i finanziamenti bancari.

 

3. Garanzia statale diretta sui finanziamenti bancari e istituzione di un fondo di riassicurazione dei crediti commerciali

Azione propone l’istituzione di una garanzia statale diretta sui finanziamenti bancari concessi alle imprese con un fatturato fino a 1,5 miliardi di euro secondo le soglie di garanzia previste dal Decreto Liquidità, fermo restando l’aumento a 100mila euro della soglia dei finanziamenti garantiti al 100%.

Per le garanzie rilasciate ad imprese con fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro, si applicano le disposizioni del DL Liquidità sulle garanzie SACE.

Inoltre, per evitare una riduzione dell’offerta assicurativa sui crediti, altrimenti inevitabile, e il conseguente ulteriore shock alla liquidità delle aziende, Azione propone di creare uno strumento di “riassicurazione di Stato”, già in uso in altri Paesi europei, attraverso la creazione di un “Fondo di garanzia statale per l’assicurazione dei crediti commerciali a breve termine” che, previa convenzione tra Fondo e imprese di assicurazione, riassicuri le operazioni di assicurazione dei crediti.

L’attivazione del Fondo, per le operazioni riguardanti crediti a breve concluse fino a dicembre 2020, potrebbe preservare le garanzie assicurative esistenti generando un effetto leva compreso tra le 20 e le 35 volte rispetto alla dotazione iniziale del Fondo.

Il fondo verrebbe finanziato con contabilità speciale e con le risorse provenienti dal pagamento dei premi relativi ai rischi ceduti.

 

4. Estensione della moratoria prevista dal Cura Italia anche al factoring

È fondamentale estendere anche al factoring la moratoria già prevista dal Cura Italia per le altre operazioni di finanziamento bancario.

 

5. Riduzione dei casi in cui la garanzia statale serve solo a rifinanziare debito esistente, senza dare nuova liquidità alle imprese

In base al decreto, le banche possono accedere alla garanzia del fondo PMI anche i finanziamenti concessi come rinegoziazione di un finanziamento esistente, a condizione che il finanziamento comporti un aumento del credito concesso al soggetto finanziato di almeno il 10%. Azione propone di aumentare questa maggiorazione almeno fino al 30%, per assicurare maggiore liquidità al sistema e deve essere chiaro che la rinegoziazione deve essere richiesta dal soggetto finanziato e non imposta dall’istituto di credito al solo scopo di tutelare la propria posizione.

Per i crediti garantiti da SACE, il decreto liquidità prevede solo che la banca che chiede la garanzia deve dimostrare che all’esito del nuovo finanziamento c’è stato un aumento dell’esposizione complessiva. Anche in questo caso è necessario prevedere una soglia minima, per assicurare che tutte le garanzie si trasformino davvero in nuova liquidità.

 

6. Liberalizzazione della distribuzione di dividendi all’interno dei gruppi con sede in Italia 

In base al DL Liquidità chi chiede un finanziamento garantito dalla SACE deve impegnarsi, per sé e per tutte le società del gruppo a non distribuire dividendi nel corso del 2020. È un divieto inefficiente, perché limita lo spostamento di risorse da controllate a controllante, anche quando utile proprio per ridurre le necessità di cassa del soggetto controllante.

Azione propone che, fermo restando il divieto di distribuire dividendi per i soggetti che ricevono un finanziamento garantito dallo Stato, in caso di società appartenenti a gruppi con sede in Italia tale divieto si applichi ai soli soggetti controllanti. In questo modo si evita comunque l’utilizzo dei finanziamenti garantiti per pagare dividendi ai soci, ma si permette ai gruppi di efficientare la propria struttura finanziaria.

 

7. Pagamenti dei debiti della PA

Per garantire liquidità alle imprese, lo Stato deve sbloccare i pagamenti pendenti verso i propri fornitori, che oggi ammontano a 27 mld/€, offrendo anche l’opportunità di compensarli con le tassazioni correnti.

 

8. Limitazione dei rischi legali derivanti dalle operazioni di finanziamento oggetto del decreto

Per accelerare i processi decisionali delle banche, tutelare gli imprenditori, e assicurare che la liquidità arrivi rapidamente al nostro sistema di imprese, è necessario escludere l’applicabilità delle norme penali in materia fallimentare con riguardo alle operazioni di finanziamento effettuate in conformità a quanto previsto dal dl liquidità.  

 

9. Permessi retribuiti per i lavoratori dipendenti

In sostituzione del meccanismo della Cassa Integrazione in Deroga, si deve prevedere il ricorso ai permessi retribuiti (fino ad un massimo di 30 giorni lavorativi) giustificati e motivati dal datore di lavoro con semplice accordo scritto tra le parti per le micro e piccole imprese.

Il datore di lavoro potrà compensare le somme corrispondenti in sede di versamento dei contributi previdenziali - eventuali costi eccedenti saranno comunque a carico dell’INPS - a partire dal secondo mese successivo a quello in cui il lavoratore ha usufruito dei permessi retribuiti. Tale misura è destinata alle imprese operanti in tutti settori e su tutto il territorio nazionale.

 

10. Restituzione degli acconti di novembre ai soggetti IRES/IRAP

Per garantire davvero liquidità immediata alle aziende, anziché ricorrere a misure detassazione o di agevolazione fiscale rispetto alla scadenze di giugno di IRES/IRAP, Azione propone di restituire gli acconti IRES/IRAP di novembre 2019.

 

11. Sospensione delle utenze per i ristoranti chiusi

Azione propone il congelamento delle utenze (gas, luce e acqua) per l’intero periodo di sospensione delle attività e fino a 60 giorni dopo la riapertura degli esercizi, per le imprese di ristorazione che a causa del lockdown hanno subito un forte calo dei ricavi a fronte di costi fissi di produzione rimasti costanti.

È inoltre necessario prevedere un congruo periodo di rateizzazione delle utenze congelate per permettere la ripresa delle attività senza ulteriori vincoli di liquidità.

 

Proteggiamo il capitale e agevoliamo la competitività delle imprese

12. Ripristino integrale del Piano Impresa 4.0

Azione propone il ripristino integrale dell’iperammortamento e del superammortamento del Piano Impresa 4.0 con aliquote indifferenziate per dimensione degli investimenti e l’estensione ad almeno tre anni del periodo di validità degli incentivi.

È inoltre necessario includere negli investimenti ammessi quelli legati all’economia circolare, alla decarbonizzazione, alla innovazione ambientale e alle tecnologie abilitanti lo smart working.

 

13. Convertibilità dei crediti garantiti allo Stato in capitale su richiesta delle imprese

Per assicurare che i debiti garantiti dallo Stato non costituiscano un onere eccessivo per i bilanci delle imprese, Azione proporre di introdurre per legge un meccanismo, attivabile su richiesta dell'imprenditore, di convertibilità automatica dei finanziamenti garantiti dallo Stato. Nel caso in cui il debito diventasse insostenibile, l’imprenditore avrà la possibilità di richiedere (i) il pagamento della garanzia dello Stato alla banca e (ii) la conversione del corrispondente credito dello stato in istrumenti di partecipazione, senza diritti di voto, ma con il diritto a ricevere un rendimento garantito sui futuri dividendi. Gli strumenti saranno riscattabili in qualsiasi momento a scelta dell’imprenditore. In questo modo, gli imprenditori chiederanno capitale allo Stato solo se realmente necessario e saranno incentivati a rimborsarlo il prima possibile, per ridurre la diluizione dei propri utili.

 

14. Detraibilità e deducibilità al 50% delle capitalizzazioni effettuate nel 2020

Nel 2019, i soggetti IRPEF che hanno investito nel capitale sociale di una o più start up innovative hanno ottenuto una detrazione dall’imposta lorda del 40%, per un massimo di 1mn di euro di investimento detraibile. I soggetti IRES hanno invece ottenuto una deduzione dal reddito del 40%, per un investimento massimo deducibile di 1,8 milioni di euro.

Azione propone di introdurre un’agevolazione identica per le capitalizzazioni di tutte le imprese avvenute entro dicembre 2020, con aliquote del 50% sia per la detrazione sia per la deduzione, e con limite di importo fino a 5 milioni.

 

15. Super rendimento ACE per le patrimonializzazioni del 2020

Azione propone l’introduzione di un rendimento ACE al 7% per gli aumenti di capitale effettuati nel 2020 per le imprese di ogni settore che autocertifichino un danno economico alle loro attività derivante dalla crisi COVID-19.

 

16. Sospensione degli ammortamenti per tutelare i bilanci delle imprese

Per ridurre le esigenze di capitalizzazione delle imprese e salvaguardarne il conto economico, già pesantemente penalizzato dalla crisi, Azione propone la possibilità per le imprese di sospendere tutti gli ammortamenti nell’esercizio 2020. È una misura a costo zero per il bilancio dello Stato, che ridurrebbe di circa 85 miliardi di euro i costi di conto economico delle nostre aziende. Questa misura aumenterebbe del 50%  le imprese che riescono a mantenere un risultato economico positivo nel 2020, con rilevanti benefici per alcuni settori particolarmente colpiti dal lockdown della produzione. L’ammortamento non effettuato nel 2020 verrebbe spostato all’esercizio successivo, allungando il piano di ammortamento inziale di un anno.   

 

17. Integrazione degli utili netti delle PMI su base mensile

È necessario prevedere un indennizzo a fondo perduto per le piccole e medie imprese di ogni settore, di importo pari all’70% dell’utile netto dell’ultima dichiarazione dei redditi, da versare mensilmente in dodicesimi dell’importo complessivo fino a settembre 2020. Nel calcolo si deve tener conto anche dei mesi di marzo e aprile.

 

Proteggiamo chi ha immobili in locazione

 

18. Blocco delle procedure di sfratto per proprietari interessati da moratoria crediti 

Azione propone un divieto di avviare procedure di sfratto di imprese per mancato pagamento dei canoni relativi ai mesi di chiusura dovuti al Coronavirus e ai 4 mesi successivi, quando il proprietario dell’immobile abbia beneficiato della moratoria su mutui.

In questo modo, pur non estinguendo il debito relativo al canone, si eviterà il rischio di immediata risoluzione del contratto, consentendo all’imprenditore di riprendere l’attività e dotarsi delle risorse per pagare i canoni scaduti.

 

19. Credito d’imposta del 50% per proprietari che riducono di almeno la metà i canoni aprile-dicembre per immobili ad uso abitativo; per gli immobili commerciali, deducibilità pari al 60% dello sconto concesso 

Azione propone che ai proprietari di immobili e fabbricati locati ad uso abitativo che hanno scelto il regime della cedolare secca e che applicano una riduzione di almeno il 50% del canone per le mensilità da aprile a dicembre 2020, venga riconosciuta una detrazione pari al 40% del canone effettivamente percepito.

Nel caso di immobili commerciali, Azione propone di riconoscere ai proprietari, alle stesse condizioni, la deducibilità dal reddito di una somma pari al 60% dell'importo rinunciato.

 

Tuteliamo le imprese e incentiviamo la sicurezza
                                                                                                                        

20. Nessuna responsabilità degli imprenditori che rispettano le regole

Azione propone che, nei casi di infezione da Coronavirus contratta da chi sta svolgendo attività lavorativa, sia esclusa qualsiasi responsabilità dei datori di lavoro che hanno rispettato i protocolli e le misure di sicurezza previsti dalla legge. Va assolutamente evitato l’applicazione di sanzioni o l’insorgere di contenzioso nei confronti di aziende virtuose visto che sarà impossibile sapere se il contagio è avvenuto nello svolgimento dell’attività lavorativa  o nel resto della giornata.

 

21. Incentivi per DPI

Proponiamo la totale detraibilità dal reddito del costo netto delle mascherine chirurgiche per i privati cittadini, in quanto presidio minimo obbligatorio atto a tutelare la salute e l’estensione al 50% della detraibilità per le mascherine con standard FFP2/FFP3, le confezioni di guanti monouso e i gel igienizzanti a base alcolica in quanto presidi necessari non obbligatori.