Programma Lavoro

 

26 novembre 2021

 

Il documento, già discusso in un webinar con gli iscritti e i responsabili tematici Raffaele BonanniSerena Brandini e Giampiero Falasca, è aperto alle vostre riflessioni e integrazioni che potete inviare a [email protected].

Scenario

Più di 20 anni fa il compianto Prof. Biagi definì il mercato del lavoro italiano come "il peggior mercato del lavoro" in Europa; a distanza di due decenni, quella definizione è ancora molto attuale.

Il sistema è improntato a un formalismo sfrenato, il costo del lavoro è altissimo, la produttività è bassa, la mobilità professionale molto limitata e gli spazi di ingresso per i giovani sono estremamente ristretti; le imprese che operano in modo regolare sono sovraccaricate di costi, oneri e procedure molto pesanti, mentre le aziende che scelgono di collocarsi ai confini della legalità riescono a violare ogni regola senza grandi problemi. Il lavoro flessibile – quello che offre garanzie, tutele e opportunità di ingresso nel mercato del lavoro - viene contrastato dal sistema, mentre i contratti precari e illeciti si diffondono senza ostacoli efficaci.

Per uscire da questa situazione e avviare un processo di rilancio del mercato del lavoro è necessario costruire un piano di azione che prevede un pacchetto coordinato di misure finalizzate a superare il binomio divieti\sussidi e ricostruire i pilastri di un sistema moderno ed efficiente.

Politiche attive: meno sussidi e più formazione

Il Reddito di Cittadinanza è un sussidio che non ha aiutato nessuno a trovare lavoro. Servono politiche che guidino e supportino concretamente chi cerca lavoro durante tutta la vita professionale ed è necessario che la formazione diventi un diritto di tutti i lavoratori.

Servizi per l'impiego: un nuovo modello per integrare pubblico e privato

La collaborazione tra soggetti pubblici e privati accreditati per l'erogazione di servizi di politiche attive, ma anche il coinvolgimento di sindacati, imprese, scuole e università, deve diventare il nuovo modello dei servizi pubblici per il lavoro.

Combattere la precarietà promuovendo la flessibilità regolare

Bisogna tornare a sostenere la "buona flessibilità", abrogando il Decreto Dignità, e avviando un'azione di contrasto deciso contro le forme di vero precariato. In tale ottica va anche ripristinato il "voucher" per i lavori saltuari e intermittenti.

Accompagnare la grande trasformazione del lavoro

Il lavoro è interessato da un cambiamento radicale, rispetto al quale ha poco senso applicare gli schemi tipici del Novecento. Bisogna avviare un ripensamento delle categorie giuridiche contrattuali per ampliare le tutele a tutti i lavori "economicamente dipendenti".

Sostenere il lavoro agile e digitale

Dopo la pandemia il lavoro non sarà più lo stesso: le tecnologiche digitali consentiranno un utilizzo strutturale dello smart working. Bisogna accompagnare ed agevolare l'innovazione con incentivi mirati su tecnologie, formazione ed ecosistema lavorativo.

Combattere la burocrazia: piano straordinario per la semplificazione

È necessario cancellare il messaggio di ostilità verso il lavoro che manda alle imprese e agli investitori un ordinamento burocratico, formalista e illogico come quello attuale, riformando il sistema normativo. Bisogna riprogettare il futuro del nostro ordinamento lavoristico, puntando su regole più efficienti e moderne, in grado di attirare e mantenere gli investimenti.

Ridurre il costo del lavoro, incentivare la produttività

L'Italia ha un costo del lavoro tra i più alti d’Europa a fronte di una produttività tra le peggiori del continente: bisogna invertire la tendenza, riducendo il costo del lavoro e detassando gli incentivi sulla retribuzione collegata ai risultati e gli straordinari.

Sciogliere i nodi delle relazioni industriali

La politica deve spingere le relazioni sindacali a sciogliere i nodi irrisolti da troppi anni, come la rappresentatività sindacale e l'efficacia dei contratti collettivi. Va potenziata la contrattazione di secondo livello.

 

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Il documento, già discusso in un webinar con gli iscritti, è aperto alle vostre riflessioni e integrazioni che potete inviare a [email protected].

 

Realizzato dai responsabili tematici Raffaele Bonanni, Serena Brandini e Giampiero Falasca

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