Per gli insegnanti serve una nuova modalità di selezione

 

29 marzo 2022

 

Laura Scalfi: "Le prove dovrebbero essere maggiormente in linea con ciò che un potenziale insegnante dovrà poi effettivamente fare in un'aula scolastica".

"L'applicazione anche ai docenti di una procedura che prevede, come per qualsiasi lavoratore del settore pubblico, il superamento di un quiz a risposta multipla lascia perplessi, anche per il taglio delle domande proposte talvolta con percentuali di bocciati pari al 90%.

Valutare un docente in base alla conoscenza di una specifica nozione o di una singola norma amministrativa non rende giustizia al ruolo che poi è chiamato a svolgere nell'ambito della comunità.

C'è bisogno di persone che, oltre a sapere, sappiamo trasmettere questo sapere e interagire con il capitale più prezioso di qualsiasi società: gli studenti. Le prove, quindi, dovrebbero essere maggiormente in linea con ciò che un potenziale insegnante dovrà poi effettivamente fare in un'aula scolastica.

Serve una modalità di selezione che preveda un anno di prova, su competenze disciplinari e didattica della disciplina con valutazione da parte di soggetti terzi esterni all'istituto, dipendenti dal Mur.

È necessario anche ripensare alla formazione iniziale dei docenti perché chi approda a scuola non ci arrivi per una seconda o terza scelta, ma per un percorso consapevole che lo prepari adeguatamente come è per altre professioni.

Le lotterie non sono lo strumento per dare qualità e dignità alla professione docente, non abbiamo bisogno di insegnanti che siano risponditori automatici di nozioni. Valutiamo diversamente chi vorrebbe svolgere quella che è a mio avviso una delle professioni più importanti al mondo".

 

Laura Scalfi, responsabile Istruzione, formazione e ITS

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