Fondi per cibo, istruzione e ricerca. Basta marchette elettorali

Mazziotti: "Il Governo stanzia 800 milioni per un fondo destinato a soddisfare le richieste dei Parlamentari".

Siamo in piena emergenza Covid, l’economia è sostanzialmente ferma, le imprese soffrono, i cittadini che non riescono ad assicurarsi pasti decenti sono arrivati addirittura a 5 milioni (CENSIS), e gran parte degli studenti italiani hanno di fatto perso un anno di istruzione “vera”, con conseguente aumento del ritardo formativo dei nostri ragazzi. Nel frattempo, il nostro debito pubblico esplode, anche se una grossa parte dei soldi raccolti non viene neppure spesa per problemi gestionali. E su quelli spesi non si riesce neppure a sapere dove sono finiti (vedi interrogazione di Azione sull’uso dei fondi per la sanità rimasta senza risposta). Non a caso, Azione ha deciso di non votare il prossimo scostamento di bilancio.
E in attesa dell’arrivo del Godot-Recovery Plan, il Governo che fa? Destina nella legge di bilancio una gigantesca quantità di risorse (800 milioni) al cosiddetto fondo per le esigenze indifferibili, che in realtà è il fondo destinato a soddisfare le specifiche richieste dei parlamentari. 
I grandi capitoli da affrontare per il Paese, come sanità, tasse, PA, istruzione ambiente ecc., sono già affrontati (più o meno) nella legge. In un paese normale, gli emendamenti dei parlamentari si concentrerebbero su questi temi e servirebbero appunto a emendare e integrare le proposte del governo.
Il fondo ad hoc serve invece al Governo per dire ai parlamentari: "sui temi importanti decido io, ma tranquilli, vi lasciamo 800 milioni per giocare alla politica, portare avanti qualche emendamento-bandiera e far contenta qualche categoria di riferimento del vostro consenso”. 
Non ne scaturiranno necessariamente “marchette”, ma sicuramente una miriade di misure da qualche milione, proporzionalmente spartite tra i partiti, e all’interno di questi, tra correnti e singoli parlamentari. Soldi buttati
E non saranno i soli, perché il Governo ci ha già messo del suo, ficcando nella legge di bilancio una serie di micro-interventi, dai 5 milioni alla “Fondazione per il futuro delle Città", ai 2 milioni per una conferenza sul futuro dell’Europa (solita passerella di Conte), per proseguire con i cinquecentomila euro per il fondo per la promozione dell’uso consapevole della risorsa idrica e gli altri cinquecentomila destinati a un sistema volontario di certificazione ambientale per la finanza sostenibile. Assurdo. Per questo, presenteremo emendamenti per sopprimere il fondo da 800 milioni e molte altre micro-misure senza senso contenute nella legge di bilancio, con i seguenti obiettivi:
-       raddoppiare il fondo per la distribuzione di cibo agli indigenti da 40 a 80 milioni
-       aumentare i nuovi fondi destinati al diritto allo studio per gli studenti più meritevoli privi di mezzi, da 70 a 150 milioni
-       aumentare i fondi destinati alle residenze universitarie da 4 a 30 milioni di euro
-       raddoppiare il fondo  per la ricerca da 200 a 400 milioni di euro
-       raddoppiare il fondo per l’ammodernamento strutturale e tecnologico delle università da 100 a 200 milioni 
-       raddoppiare i fondi per il trasporto scolastico da 150 a 300 milioni
-       raddoppiare i fondi per il trasporto pubblico da 200 a 400 milioni.
Il totale delle coperture richieste è …. 799 milioni.
E vedremo quanti partiti avranno il coraggio di sostenere che è meglio finanziare decine di misure di piccolo cabotaggio, piuttosto che aiutare gli studenti migliori, favorire la ricerca, migliorare le università e assicurare trasporti sicuri agli studenti e agli altri cittadini. Sarà un bel momento di verifica della serietà dei nostri parlamentari.
Andrea Mazziotti, comitato promotore Azione.
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