La settimana di Azione

 

01 luglio 2022

 

"Nucleare, sì grazie", e lettera di Carlo Calenda a Repubblica.

NUCLEARE, SÌ GRAZIE 

Stamattina alle 11 si è tenuta in Senato la conferenza stampa "Nucleare, sì grazie" con Carlo Calenda, Matteo Richetti, Daniela Ruffino, Enrico Costa, Leonardo Grimani e Barbara Masini.

Abbiamo presentato una mozione a prima firma Ruffino per chiedere che il nucleare sia reintrodotto nel mix energetico italiano. Questo perché è una energia a basso costo: un tempo eravamo leader nel settore. In più i reattori ora sono sicurissimi. Dobbiamo varare un piano per costruirli anche in Italia.

Carlo Calenda: "Questa nostra mozione mostrerà chi in Parlamento è green sul serio e non solo a parole. Sfido Enrico Letta a un confronto pubblico perché spieghi agli italiani in che modo, senza il nucleare, possiamo raggiungere l'obiettivo prioritario delle emissioni zero”.

Matteo Richetti: "L'obiettivo di arrivare al 2050 con la produzione di energia elettrica più che raddoppiata vorrebbe dire avere la capacità di produrre 650 terawattora alL'anno. Nel 2021 ne abbiamo prodotti appena 95. Si possono anche fare convegni sulle energie rinnovabili, ma bisogna spiegare come raggiungere questo obiettivo. Azione è l'unico partito che fa una proposta concreta.”

Daniela Ruffino: "Chiediamo al Governo di svolgere campagne d'informazione, di sostenere la ricerca sul tema del nucleare. Nessuno potrà parlare di taglio sulle bollette energetiche per famiglie e imprese se non si parla seriamente di questo. Sappiamo che il mix energetico è fondamentale e che una quota di energia nucleare è l'obiettivo che noi dobbiamo raggiungere e lo faremo con grande determinazione”.

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CALENDA: NO A CAMPI LARGHI ETEROGENEI, COSTRUIAMO UN'ALLENZA SERIA PER COMBATTERE I POPULISMI

Il dibattito politico non può essere ridotto a formule, slogan e liturgie. Su questo il Segretario Carlo Calenda ha nuovamente precisato il suo pensiero in una lettera inviata a Repubblica.

"Il dibattito sui campi larghi di destra e di sinistra e sui mille variopinti centri, dimostra che non abbiamo imparato davvero nulla da questi trent'anni di declino italiano (..). Se poi Letta, Carfagna, Gelmini, Bersani, Renzi e Giorgetti dovessero decidere che è arrivato il momento per le persone serie di questo Paese di allearsi contro i populismi, a viso aperto alle elezioni, noi saremmo in prima fila con loro. Questo è l'unico campo davvero utile al Paese".

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