La nostra Controproposta

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23/11/2022

Oggi in Senato, in sala Nassirya, abbiamo presentato la nostra contromanovra alla Legge di Bilancio presentata dal Governo.

Il Governo ha presentato la Legge di Bilancio e come Terzo Polo abbiamo fatto la nostra proposta. La manovra presentata da Meloni incontra un sacco di falle.

Le nostre priorità che rispecchiano la nostra visione del Paese: più investimenti, più welfare familiare, meno assistenzialismo, meno mance e più attenzione all'implementazione e alla concentrazione delle misure.

QUI potete trovare la nostra proposta.

Carlo Calenda: "Questa manovra è una grande presa in giro: innanzitutto degli elettori della destra. Tutte le promesse elettorali sono state disattese. Pensate che Berlusconi ha fatto tutta la campagna elettorale promettendo il raddoppio delle pensioni minime a mille euro. Sapete quanti soldi gli arrivano rispetto alla normale rivalutazione? Sei euro al mese".

Luigi Marattin: "Se il lavoratore guadagna 400 euro, lo Stato gli copre la differenza con il reddito standard al 70%. Se si impegna per guadagnarne 500, lo stato gli copre la differenza all'80% e così via. Si tratta di un sistema che incentiva il lavoro di circa 170mila persone".

Elena Bonetti: "Non c'è un euro per completare la parte mancante del Family act. Quando Meloni dice che mette 1,5 mld per le famiglie, ed è una buona notizia, e dice che nessuno aveva mai fatto tanto non dice la verità. Noi vogliamo finanziare la parte che manca del Family act".

Mariastella Gelmini: "La distrazione con la quale Giorgia Meloni ha citato in conferenza stampa il tema della sanità mi pare significativa. È clamoroso che, dopo oltre due anni di Covid, il tema salute sia stato liquidato in cinque secondi, fra le varie ed eventuali".

Matteo Richetti: "Stiamo pagando più di quattro volte quanto pagavamo per l'energia fino a poco tempo fa. Nella manovra non si fa cenno allo sdoppiamento dell'energia elettrica prodotta da gas e da altri fonti rinnovabili, e questo è molto grave".

Raffaella Paita: "Non ha alcun senso sostituire il rigassificatore di Piombino con quello di Gioia Tauro: bisogna andare avanti senza indugi su Piombino. Il Governo deve avere il coraggio di contrastare la visione localistica del sindaco di Fdi e guardare all'interesse generale".