L’Italia senza un organismo che difenda i diritti umani

Pontecorvo: "Il nostro Paese non si è ancora dotato di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani".

Caro direttore, l’Italia non si è ancora dotata di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani nonostante siano ormai passati 27 anni dalla risoluzione 48/134 dell’Assemblea Generale dell’ONU che ne esorta la creazione.

Nel mondo 114 Paesi hanno istituito organismi nazionali indipendenti che svolgono un ruolo cruciale d’impulso e di sensibilizzazione, consentendo a chi abbia subito una violazione dei diritti fondamentali di avere migliori possibilità di accesso a strumenti di protezione legale.

Incurante delle pressanti raccomandazioni da parte di numerosi organismi internazionali di monitoraggio in materia di diritti umani, l’Italia continua a essere inadempiente. Oggi, l’inevitabile recessione economica conseguenza della pandemia ha prodotto nuove diseguaglianze e discriminazioni.

I fenomeni di razzismo (in costante aumento), le discriminazioni fondate sull’etnia, sul genere, ma anche l’irragionevole durata dei processi e le disperate condizione carcerarie in Italia non hanno protezione adeguata. Una proposta di legge istitutiva di una Commissione nazionale indipendente langue da sette legislature. Occorre invitare il Parlamento a concludere l’iter di approvazione di un testo di legge, entro la legislatura corrente. A questo scopo Azione ha deciso sin da subito di sostenere e promuovere la petizione lanciata da +Europa cui tutti i cittadini ancora possono aderire per una rapida approvazione della legge.

Azione monitorerà le attività del Parlamento e, una volta approvata la legge istitutiva della Commissione nazionale, ne verificherà i reali presupposti, perché la istituenda Commissione non sia un organismo solo di facciata.

I principali pilastri dello stato di diritto e i diritti fondamentali appaiono oggi seriamente minacciati, persino nel cuore dell’Europa. Rafforzare i dispositivi di tutela nazionali oltre a quelli europei e internazionali, serve a garantirci e a proteggerci meglio, tutti.

Articolo pubblicato nell'edizione odierna de La Stampa.

Barbara Pontecorvo, responsabile per i Diritti umani e le discriminazioni.