Digitale: tanti annunci, poche risorse per l'innovazione

Mara Mucci: "Progetti vaghi e sottodimensionati, difficile pensare a dei risultati soddisfacenti".

A metà agosto, l'Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha pubblicato il nuovo Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione (2020-2022)

Un piano ambizioso, che negli intenti vorrebbe essere orientato agli obiettivi di risultato, ma che rischia di essere un libro dei sogni, con ennesime scadenze non rispettate. La complessità e frammentazione degli enti pubblici e degli ecosistemi pubblici, l’atavica scarsità di competenze specifiche di personale e dirigenza, l’età media elevata del personale pubblico, sono il terreno su cui poggia questo piano, che non si preoccupa sufficientemente di affrontare questi problemi basilari.

Il Piano è stato presentato a metà agosto, ha orizzonte triennale, ogni anno viene rivisto e traslato in avanti di un anno, e ci auguriamo che questo non diventi la scusa per rivedere ogni anno le scadenze di obiettivo. Il piano prevede che "Saranno i...le singole amministrazioni a dover realizzare gli obiettivi elencati, obiettivi spesso “ambiziosi” ma sostenibili poiché costruiti sull’esperienza, sul confronto e sulle esigenze delle amministrazioni destinatarie...la cultura della misurazione e conseguentemente della qualità dei dati diventa uno dei motivi portanti di questo approccio.Si afferma quindi l'intenzione di responsabilizzare le amministrazioni, ma manca qualsiasi incisività nell’indicare adeguati meccanismi di incentivazione e sanzione.

Puntare sulla misurazione dei risultati e della qualità dei dati è condivisibile. Ma se non si indica il “come”, si rischia di restare alle enunciazioni di principio.

A nostro avviso, anche se risulta una compartecipazione nella stesura del piano, manca un riferimento all’analisi dello scenario di partenza, vista l’estrema varietà e complessità del sistema PA e vista la sovrapposizione delle numerose azioni avviate in precedenza.

Può un piano per la digitalizzazione e semplificazione del Paese essere realizzato con fondi limitati ed un’AgID mantenuta asfittica e sottodimensionata in un contesto fatto da quasi 7.904 comuni ministeri, istituzioni scolastiche, agenzie e aziende autonome, autorità amministrative indipendenti, regioni, altri enti territoriali locali, altri enti pubblici, nazionali e locali, tra cui le istituzioni universitarie, gli enti pubblici di ricerca, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e gli enti che compongono il Servizio Sanitario Nazionale? Stiamo parlando di circa 55.000 fra amministrazioni e uffici pubblici con autonomia funzionale e finanziaria, da coordinare, seguire e monitorare. Con quali risorse, in particolare umane, il governo pensa di fare tutto questo?

Per l’innovazione del Paese, ad oggi sono stati stanziati 50 milioni di euro nel decreto semplificazioni nulla per AgID), più qualche bonus, mentre sarebbe urgente investire sul capitale umano delle pubbliche amministrazioni: su questo tema i progetti del governo restano vaghi.

Attualmente le rilevazioni di AgID, fatte attraverso il Censimento del Patrimonio ICT della PA, hanno evidenziato che molte infrastrutture risultano prive dei requisiti necessari sotto il profilo sicurezza/affidabilità, e carenti sotto il profilo strutturale e organizzativo. Questo espone il Paese a numerosi rischi tra cui quello di interruzione o indisponibilità dei servizi e quello di attacchi cyber (ad esempio accesso illegittimo da parte di terzi a dati/flussi di dati particolarmente sensibili o perdita e alterazione degli stessi dati).

Durante il lockdown ne abbiamo avuto un assaggio. Evitare che le amministrazioni costruiscano nuovi data center, riducendo la frammentazione delle risorse e la proliferazione incontrollata di infrastrutture è obiettivo assolutamente condivisibile.

Bisognerà ripensare al più presto a questioni centrali come il titolo V e l’organizzazione degli enti locali sui territori. L’avanzamento dell’agenda digitale e il raggiungimento degli obiettivi che si prefigge il piano triennale andranno monitorati adeguatamente. Se il supporto alle pubbliche amministrazioni da parte di AgID resta debole come lo è oggi, sarà difficile ottenere risultati soddisfacenti.

Di Mara Mucci