L'illusione dei Frankenstein di centro: il consenso non si crea in laboratorio

Di Andrea Mazziotti.

Dopo la nascita del Governo Draghi, è partito nei corridoi e sui giornali il tam tam sulla possibile nascita in parlamento di un'aggregazione centrista, che dovrebbe raccogliere tutto il ceto politico "tra il Pd e Forza Italia".

A questa specie di Frankenstein parlamentare dovrebbero partecipare pezzi sparsi del centrodestra, del centrosinistra, dell’opposizione libdem: Renzi, Calenda, Bonino, Toti, Carfagna, e perché no magari anche Tabacci & co, passati nel giro di 48 ore dal "Conte o Morte" al "Draghi lo ho assunto io".

Tutti insieme appassionatamente per dar vita a un terzo polo da contrapporre (o meglio affiancare, a seconda delle convenienze) alla destra sovranista e all’alleanza di sinistra Pd-M5S-Leu. Ma non si può pensare di essere credibili di fronte all’elettorato se si continua a dare la sensazione che il cordone ombelicale con la coalizione di origine non è stato affatto reciso. E che si aspetta la legge elettorale per capire se si fa sul serio o no.

Di Andrea Mazziotti, Responsabile Programma

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