Elezioni nuovi vertici ESA sono una sconfitta per il Governo

Pastorella: "Dimostrazione di fragilità della direzione politica spaziale italiana".

"La nomina del nuovo Direttore Generale ESA (Agenzia Spaziale Europea), l’austriaco Josef Aschbacher, è l’ennesima mazzata per il governo italiano, incapace di concorrere con una figura di rilievo ad una posizione di prestigio e fondamentale per la politica spaziale europea”.

"Per il Governo italiano, ed in particolare per i sottosegretari (pentastellati) Manlio Di Stefano e Riccardo Fraccaro, che hanno guidato le trattative, è una nota molto amara. L’Italia appare isolata nella scacchiera spaziale europea ed il governo non sembra credibile per imporsi in un settore in cui oltre a vantare eccellenze nella ricerca e nell’industria, rappresenta il terzo contributore del bilancio dell’Agenzia (2,3 mld pari al 16%)".

"Una sconfitta diplomatica clamorosa per il governo Conte, che mostra purtroppo l’assoluta fragilità della direzione politica spaziale italiana, nonostante importanti esperienze del passato, come quella dell’ex Presidente dell’ASI Roberto Battiston, o autorevoli ipotesi come quella rappresentata da Simonetta Di Pippo. Ormai il dado è tratto, l’Italia dovrà aspettare quattro anni, se non otto data la prassi del rinnovo del Direttore Generale ESA, per poter tentare di concorrere ad una carica che manca dal lontano periodo 1997-2003 con l’ex-Direttore Generale Antonio Rodotà".

Giulia Pastorella, Francesco Manti e Enrico Stroppa del gruppo Innovazione-Spazio di Azione.

 

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