La tassa su extraprofitti è costituzionale, lo ha già detto la Consulta

 

21 marzo 2022

 

Mazziotti: "È irresponsabile che Bonomi si scagli contro il Governo per la tassa sugli extraprofitti, invocando perfino la Costituzione".

"È normale che Confindustria chieda al Governo di fare di più per le imprese e in particolare per arrivare a una riduzione del costo del gas. Lo ha fatto anche Azione con proposte specifiche e speriamo che si trovi rapidamente un'intesa in Europa per un intervento pesante ed efficace.

È invece irresponsabile, come ha sottolineato Carlo Calenda, che Bonomi si scagli contro il Governo per la cosiddetta tassa sugli extraprofitti, introdotta per attenuare i pesantissimi effetti della crisi sui cittadini, invocando persino la Costituzione.

La nuova tassa, che Azione ha proposto prima del Governo in forma anzi ben più pesante è del tutto giustificata dal momento eccezionale. Come noto, infatti, l'aumento del prezzo del gas russo ha automaticamente aumentato il prezzo unico dell'energia per tutte le imprese energetiche, facendo lievitare in modo esponenziale i profitti per quelle che non utilizzano il gas.

Davvero sconfortante è, infine, che anche Bonomi si sia uniformato all'abitudine diffusissima nella politica degli ultimi anni di dire "è incostituzionale", mentre si sta pensando "non mi piace perché va contro i miei interessi". Sarebbe stato meglio approfondire un minimo. Sfortuna vuole, infatti, che la Corte Costituzionale abbia ha già esaminato il problema della costituzionalità delle imposte sugli extra-profitti del settore petrolifero-energetico.

In una sentenza del 2015, la Consulta dichiarò infatti incostituzionale un'imposizione addizionale applicabile al settore, ma solo perché era calcolata ricavi e non sulla redditività, non aveva natura temporanea ed eccezionale, non ne era dimostrata la funzione di solidarietà. La Corte disse chiaramente che se quei parametri fossero stati rispettati la tassazione degli extra-profitti sarebbe stata perfettamente conforme alla Costituzione.

Ebbene, la tassa proposta da Draghi (e da Azione) sarà calcolata sulla differenza tra fatture emesse e ricevute dalle imprese energetiche nel periodo di esplosione dei prezzi del gas rispetto a quella dell'anno scorso (e quindi su un parametro di redditività), sarà limitata nel tempo e servirà a finanziare la riduzione delle bollette. Tutti i parametri dettati dalla Corte saranno quindi rispettati alla lettera.

La prossima volta, prima di invocare un po' a caso la Costituzione, sarebbe meglio che un'istituzione come Confindustria si sforzasse quanto meno di approfondire le questioni, senza fermarsi al titolo delle sentenze".

Andrea Mazziotti, Vicesegretario 

Tesseramento 2022 Azione