In Etiopia la situazione è drammatica, il Governo italiano è ancora una volta immobile

Raffaelli: "Stupisce l'inattività dell'Italia di fronte al rischio di una catastrofe umanitaria".

"In Etiopia lo scontro militare tra il governo federale e il TPLF (Fronte di Liberazione del Tigrè) non coinvolge solamente la regione del Tigray. Centinaia di morti, militari e civili, 40.000 profughi, bombardamenti indiscriminati, scontri fra Tigray ed Eritrea sono solo i primi effetti di questa crisi che sta diventando sempre più grave".

Lo dichiara Mario Raffaelli, responsabile Esteri di Azione. "Stupisce l'inattività dell'Italia di fronte al rischio di una catastrofe umanitaria e di una possibile destabilizzazione dell'Etiopia e dell'intero Corno d'Africa. L'Italia non ha solo legami storici con tutte le popolazioni di quell'area, non ha solo l'obbligo morale di impegnarsi per evitare le sofferenze delle vittime innocenti del conflitto, ma ha anche un interesse diretto per impedire una escalation dagli effetti imprevedibili.

Chiediamo quindi che il governo italiano assuma immediate iniziative, sul piano bilaterale e multilaterale, per favorire il raggiungimento di un cessate il fuoco e perché la disputa istituzionale e costituzionale che è alla base del conflitto sia affrontata attraverso un negoziato".

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