Emergenza sanitaria, il mondo dello sport è fermo

Quattro proposte concrete per un settore cruciale presentate da Mariasole Mascia, promotrice di Azione.

1. Estensione concessioni impianti sportivi comunali

Azione propone che le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche che abbiano in concessione la gestione di impianti sportivi pubblici e che, a seguito della legislazione di emergenza Covid-19, abbiano sospeso la propria attività, possano richiedere agli Enti Locali concedenti, previa presentazione della documentazione progettuale ed economico-finanziaria, l’estensione della concessione per un periodo proporzionato alla durata residua della stessa.

L’Ente locale concedente, valutata la domanda e ritenuti sussistenti i presupposti di legge, concede la proroga richiesta per un periodo pari almeno al 25% della durata residua della concessione, e comunque non superiore ai 6 anni.

I bilanci delle realtà sportive subiranno, infatti, forti contraccolpi e tale estensione permetterebbe di rientrare dei costi sostenuti nel periodo di fermo degli impianti (manutenzioni, affitti, bollette, etc.) e di distribuire su più anni gli ammortamenti attivi per recuperare equilibrio di bilancio.

2. Detrazione delle spese sportive

Azione propone che tutte le spese sostenute per iscrizione ed abbonamenti ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture e impianti finalizzati alla pratica di attività sportiva dilettantistica siano soggette a detrazione di imposta pari al 100%, per un importo non superiore a 400,00 euro.

Come dimostrato anche dall’emergenza Covid – 19, l’attività sportiva, se praticata con metodo e frequenza costante e se abbinata a un corretto stile di vita, è uno strumento fondamentale per il mantenimento dello stato di salute, agendo non solo come strumento di terapia, ma anche, e soprattutto, di prevenzione della malattia.

 

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3. Introduzione di un credito d’imposta al 100% per sponsorizzazioni, fino ad un massimo di 70.000 euro l’anno per soggetto finanziatore

Azione propone per gli anni 2020 e 2021 un credito d’imposta del 100% per sponsorizzazioni a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche, fino ad un massimo di 70.000 euro all’anno per ogni azienda sponsor.

Lo Stato e gli Enti locali finanziano in minima parti i costi dell’attività sportiva dilettantistica. Per la maggior parte il sistema sportivo italiano si regge sui contributi delle famiglie e sul volontariato. L'epidemia da Covid - 19 rischia seriamente di fare implodere questo modello a causa della straordinaria crisi economica che si sta abbattendo su famiglie ed aziende (per le sponsorizzazioni) in quanto mina l’afflusso di risorse. I contribuiti pubblici a sostegno dell’attività sportiva diventano quindi il fondamento per poter continuare ad avere una pratica sportiva diffusa. A questo proposito, il presidente della LND, Cosimo Sibilia ha recentemente dichiarato che “è a rischio il 30% delle società. Si rischia di disperdere un prezioso patrimonio di risorse e competenze, con grave danno economico e soprattutto sociale per il Paese.

 

 4. Estensione “bonus 800 euro” a collaboratori con contratto sportivo

Azione propone di reiterare l’indennità di 600 euro a favore dei collaboratori sportivi prevista dal Decreto Legge “Cura Italia” per il mese di marzo 2020 ai mesi di aprile 2020 e maggio 2020, aggiornando contestualmente l’indennizzo alla cifra di 800 euro. È inoltre necessario eliminare il vincolo che non assegna il bonus a chi ha percepito nel 2019 un reddito superiore ai 10.000 euro in quanto l’attuale formulazione risulta iniqua e discriminatoria.

Si tratta di una misura vitale per i collaboratori del settore sportivo, che ricordiamo non godono di nessuna delle garanzie del lavoro dipendente o della gestione separata e che sono esclusi dalle misure accordata in favore delle altre categorie di lavoratori autonomi e professionisti.