Anche con il Covid serve concorrenza

Il Covid non diventi una scusa per favorire le rendite di posizione che incrostano i nostri mercati.

In questi giorni, stanno uscendo le prime indiscrezioni sul disegno di legge sulla concorrenza allo studio del governo Draghi.

La legge sulla concorrenza dovrebbe introdurre misure per aprire il mercato nei settori in cui l’Autorità garante richiede di intervenire nelle sue segnalazioni. Ovviamente, gli interventi normativi di apertura del mercato, scatenano sempre le reazioni delle lobby più diverse, tanto che spesso, durante il percorso parlamentare, diventano l’occasione per i partiti - tutti nessuno escluso, da Fratelli d’Italia ad Articolo 1 passando per PD e Forza Italia - per introdurre norme dall’effetto esattamente opposto, in modo da ingraziarsi questa o quella categoria.

Da ministro, Carlo Calenda, è stato il solo a riuscire a far approvare a legge sulla concorrenza introducendo novità significative, superando le resistenze dei partiti e in alcuni casi dello stesso premier Renzi, delle quali sono stato testimone diretto in parlamento, tanto che promossi un’iniziativa pubblica per convincere il governo a porre la questione di fiducia.

Come Azione, intendiamo sostenere lo sforzo del governo, con la ragionevolezza e l’equilibrio che ci contraddistingue, perché è evidente che in temi di crisi ogni intervento deve tenere conto delle caratteristiche del settore e della situazione contingente.

Ma il Covid non può diventare una scusa per mantenere bloccato, favorire le rendite di posizione che incrostano i nostri mercati, accettare passivamente situazioni di monopolio macroscopiche come quelle delle piattaforme digitali, o, peggio, gettare l’economia in braccio allo Stato.

In questi giorni, discuteremo dei diversi ambiti in cui sembra che il governo voglia indirizzare la propria azione, per raccogliere contributi e visione dei militanti di Azione, in modo da poter presentare al governo e al parlamento le nostre proposte.