ILVA e Alitalia, così si preparano i prossimi disastri dell'Italia

 

16 aprile 2021

 

Calenda: "Le storie di ILVA e Alitalia sono simili e parallele. Raccontano di un Paese ancora prigioniero del populismo politico e sindacale".

"Le storie di ILVA e Alitalia sono simili e parallele. Raccontano di un Paese ancora prigioniero del populismo politico e sindacale, dove gli investitori esteri sono visti come un pericolo e lo Stato è considerato l’unico approdo proprietario sicuro, contro ogni evidenza.
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I lavoratori Alitalia bocciano l’accordo sindacale - 1 miliardo di investimenti privati - e tutti i partiti fermano il successivo negoziato con Lufthansa, perché lo Stato deve garantire tutto. Finisce con meno rotte, aerei, personale, cancellazione del marchio e qualche miliardo perso.
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ILVA viene venduta con gara e un contratto blindato al primo player mondiale. 4,2 miliardi tra prezzo e investimenti. Ma la politica (PD, IV e 5S) fa saltare tutto cambiando una norma. Dopo mesi di proclami bellicosi contro ArcelorMittal finisce con lo Stato che paga il conto e diventa socio.
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Di tutto questo non conserviamo memoria. I giornali si limitano a registrare la velina del giorno. Non ricordano i proclami di Conte sulla madre di tutte le cause. Le cordate fantasma invocate per entrambe le aziende. Le migliaia di ore di talk show piene di bufale svaniscono.
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Stiamo preparando i prossimi disastri. Populismo politico, sindacale, giudiziario, mediatico sono già al lavoro. Serietà, accountability, rispetto dei ruoli, concretezza delle soluzioni (imperfette per natura), tutte le caratteristiche essenziali del buongoverno, sono dimenticate.
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Penso che tra tutte le responsabilità quella dei media sia la più pesante. Omissioni, superficialità, pigrizia, incapacità di approfondimento, sensazionalismo, scarsa memoria, schiena curva e partigianeria. Il presidio della democrazia è diventato il presidio del declino".
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Carlo Calenda
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.Campagna tesseramenti 2021 Azione
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