Irrazionale il dietrofront di Conte sulle spese militari

 

29 marzo 2022

 

Camporini: "È chiaro che si tratta di una posizione che ha motivazioni demagogiche e che non hanno una giustificazione razionale o storica".

 

L'impegno alla spesa del 2% alla Difesa risale all'estate del 2014, liberamente preso dal nostro governo nei confronti dell'Alleanza al vertice di Cardiff, e ribadito a ogni vertice della Nato. Il tema è tornato di prepotente attualità in questi giorni, visto quello che sta accadendo e vista la constatazione che in certe circostanza, di fronte ad atteggiamenti aggressivi della Russia, occorre avere quantomeno le capacità che servono per scoraggiare (perché lo scopo delle forze armate non è quello di combattere ma di dissuadere qualcuno dall'aggredire).

Se le forze armate che hai sono adeguatamente equipaggiate e addestrate, chi ha mire aggressive nei tuoi confronti ci pensa 14 volte. È sorprendente che Conte, che in qualità di presidente del Consiglio ha partecipato a due vertici dell'Alleanza Atlantica nei suoi due governi in cui questo principio era stato ribadito e lui non aveva trovato nulla da obiettare, si svegli oggi e dica no, anche dopo il voto che c'é stato alla Camera.

È chiaro che si tratta di una posizione che ha motivazioni esclusivamente demagogiche e che non hanno una giustificazione razionale o storica. Lui evidentemente suppone che questa posizione gli faccia guadagnare dei voti. Lo scopo del politico con la p minuscola è quello di guadagnare voti, quello con la p maiuscola è quello di guidare il Paese. Lui vuole guadagnare voti.

Vincenzo Camporini, responsabile Sicurezza e Difesa.

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