I processi si facciano in Tribunale, non in Tv o sui giornali

Enrico Costa: "Presunzione d’innocenza principio da difendere".

“Ho presentato un'interrogazione urgente alla Ministra Cartabia per sapere se corrisponda al vero la notizia pubblicata oggi su un quotidiano che un Procuratore della Repubblica nei prossimi giorni parteciperà ad una trasmissione Rai dedicata ad una sua inchiesta, relativamente alla quale è in corso di svolgimento il processo”.

“Al di là dello specifico episodio, il rapporto tra provvedimenti giudiziari e loro comunicazione rappresenta un nervo scoperto del nostro sistema. Esiste una precisa direttiva europea, la 343 del 2016 la quale esplicitamente stabilisce che ‘fino a quando la colpevolezza di un indagato o imputato non sia stata legalmente provata, le dichiarazioni pubbliche rilasciate da autorità pubbliche e le decisioni giudiziarie diverse da quelle sulla colpevolezza non presentino la persona come colpevole’. Esistono dati inequivocabili che evidenziano come dal 1992 ad oggi quasi 30.000 persone hanno ottenuto la riparazione per ingiusta detenzione: innocenti messi in carcere. Alcuni distretti nel nostro Paese fanno registrare dati molto superiori alla media”.

“Il Procuratore Generale Salvi in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione ha detto che 'Non sempre al clamore delle indagini e degli arresti ha però corrisposto pienamente la conferma nelle fasi successive. Questa discrasia, quando significativa, dovrà essere oggetto di attenta analisi in sede di ricerca dell'uniformità nell'esercizio dell'azione penale e quindi anche nelle indagini preliminari'.

Nonostante tutto ciò, la presunzione d’innocenza nel nostro Paese è lontanissima dall’essere affermata. Oggi in Italia ogni inchiesta ha un titolo. Siamo al marketing delle indagini giudiziarie. Nelle conferenze stampa vengono proiettati veri e propri trailer delle indagini, filmati sapientemente tagliati e montati con riprese integrali di atti di indagine, di perquisizioni, sequestri, esecuzioni di misure cautelari. Video con i quali si soddisfano esigenze di “comunicazione” delle Procure. E che dire degli stralci, a uso e consumo dell’accusa, di intercettazioni telefoniche non ancora periziate, ma già munite di sottotitoli? Nelle conferenze stampa dei magistrati suona una sola campana, quella dell’accusa. La voce difesa non è prevista. La vera sentenza è il titolo di giornale che si diffonde durante le indagini, visto che la sentenza vera arriverà dopo anni. Proporremo nei prossimi giorni una interessante proposta di legge sul tema”,

Enrico Costa, responsabile giustizia.

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