No a Decreto che legittima trojan a frugare negli smartphone

 

26 marzo 2021

 

Costa: "Si tratta di atti che la legge non consente di effettuare con il trojan, ma solo attraverso una perquisizione".

"Il decreto ministeriale sulle tariffe delle intercettazioni telefoniche e telematiche va corretto, perché 'legittima' indirettamente un'operazione vietata dalla legge: l'utilizzo del trojan per frugare nei documenti contenuti negli smartphone (rubrica telefonica, galleria foto, video, password). Il decreto ministeriale, prevede infatti, nel prontuario delle prestazioni che i fornitori di servizi rendono con il trojan, il riferimento all'acquisizione 'della rubrica dei contatti, della galleria fotografica e dei video realizzati o comunque presenti, delle password, con funzione di keylogger.

Si tratta di atti che la legge non consente di effettuare con il trojan, ma solo attraverso una perquisizione. Il trojan, infatti, ha una disciplina assimilata a quella delle intercettazioni ambientali, e gli è concesso esclusivamente di captare 'flussi di comunicazioni'. I documenti contenuti negli smartphone sono statici e non fanno parte di alcun 'flusso'. In caso contrario, si legittimerebbe una perquisizione illegale permanente e l'acquisizione di prove illecite. I dati 'statici' sono recuperabili solo con una perquisizione, da effettuarsi con le forme e le garanzie previste per questo istituto. La Commissione Giustizia della Camera martedì sarà chiamata ad esprimere un parere sul decreto ministeriale: chiediamo fermamente che la norma evidentemente fuorviante venga stralciata".

Enrico Costa, Responsabile Giustizia

 

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