Con Child Guarantee l'Italia non ha vinto i Mondiali

Centioni: "Probabile che l’Italia sia stata scelta per la povertà infantile diffusa, non per l’impegno del Governo"

La Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, descrive la scelta della Commissione europea di selezionare l’Italia per il progetto pilota del programma Child Guarantee come "un riconoscimento importante" per il nostro Paese. Sono parole del tutto fuorvianti. In Italia ci sono oltre 1,7 milioni di bambini al di sotto della soglia di povertà, bambini a cui non manca un iPad ma il pane. Negli ultimi dieci anni, la povertà infantile è cresciuta dal 3.9% al 17%. Il nostro Paese è tra quelli con il più alto tasso di povertà infantile in Europa. È più probabile che l’Italia sia stata scelta in virtù della condizione di gravissima indigenza in cui versano molti minori piuttosto che per l’impegno del Governo in misure a favore dei bambini.

Non c’è nessun riconoscimento per l’Italia, soprattutto perché il Governo e i suoi ministri responsabili, Bonetti per la Famiglia e Catalfo per le politiche sociali, devono ancora dimostrare nei fatti l’impegno concreto a fianco delle famiglie e dei bambini. Ad oggi non c’è nulla di concreto che può darci una speranza. Anche gli ultimi provvedimenti approvati, come l’assegno unico universale, di fatto non hanno risorse per essere attuati. Invece di lanciarsi in spot vuoti, Bonetti e Catalfo dovrebbero lavorare a stanziamenti di risorse capaci di finanziare progetti concreti per l’infanzia. Fino ad oggi abbiamo visto solo un mucchio di parole.

Alessia Centioni, responsabile Pari Opportunità.