"Sala guarda ai 5 Stelle? Azione non sarà con lui"

Carretta: "Serve un fronte alternativo a sovranisti e populisti"

Niccolò Carretta, 28 anni, ingegnere, bergamasco, consigliere regionale eletto nella lista Gori, di recente lei ha aderito ad Azione, il partito di Carlo Calenda. Cos’è Azione e perché ha deciso di farne parte?
"Un partito coraggioso, che vuol essere asse portate di un fronte liberale e democratico da costruire con altri, distante dalla deriva assistenzialista e populista delle forze che governano il Paese, e in antitesi rispetto alla destra sovranista. Tutto nasce dalla volontà di Carlo Calenda, che è stato un ottimo ministro dello Sviluppo economico. Il partito è nato a novembre, in autunno faremo i congressi, il nazionale, i regionali e i provinciali".

Un partito a tutti gli effetti.
"Ci ispiriamo al Partito d’Azione e all’opera di Don Sturzo. Vogliamo pescare nella società civile e anche nel meglio della politica, cercando bravi amministratori, vogliamo radiarci e abbiamo già coordinamenti praticamente in tutte le province lombarde. Partito sì ma idee, non partito personale".

Come vi regolerete alle elezioni amministrative?
"Valuteremo caso per caso, anche in base ai gruppi locali. I candidati che ci piacciono sono credibili, onesti e competenti. Non ci interessa la logica della contrapposizione fascisti-antifascisti, piuttosto una scelta fra lavoro e assistenzialismo. Non abbiamo ricette precostituite, siamo progressisti ma con le parole d’ordine che ho detto. Privilegeremo dove possibile il dialogo con il PD, con esperienze civiche, con Forza Italia".

Quindi c'è un'incompatibilità con i 5 Stelle?
"Noi partiamo da idee opposte. I 5 Stelle da posizioni e personaggi che non hanno niente a che fare con noi. Poi vedremo se ci sarà un'evoluzione, ma insomma il nostro è stato un 'no' netto a questa alleanza di governo, riteniamo che faccia male al Paese e non capisco come possa averla messa in piedi il Pd, con quelli che gli sputavano in faccia e parlavano del partito di Bibbiano e cose simili, quelli del Vaffa day. Noi siamo dalla parte opposta".

Vale anche per le lezioni comunali di Milano 2021? Non manca molto. Cosa succederà?
"Siamo in attesa di capire cosa farà Beppe Sala, che secondo noi è un bravo sindaco. Sicuramente, se Sala pensa di governare con il Movimento 5 Stelle, noi non saremo con lui, anzi facciamo un appello affinché guardi altrove, alla Milano centrista, moderata, speriamo che su quella voglia costruire il suo secondo mandato".

Quella di Milano sarà una scadenza importante anche per la politica nazionale e Milano è una città che ha sempre premiato i partiti laici e liberal-democratici.
"Milano parla la lingua che parla Azione. I gruppi locali crescono e c'è un potenziale elettorale molto interessante. Se Sala non sarà disponibile o guarderà in direzione 5 Stelle noi lavoreremo per costruire senza preclusioni una proposta nuova e diversa, con tre priorità: lavoro, casa e vivibilità".

Lei ha firmato la mozione di sfiducia contro Fontana in Regione?
"L'ho firmata e la voterò. Io non ho problemi a dire 'bravi' agli attuali amministratori quando lo meritano. Sull'emergenza devo dire che la Lombardia è stata travolta da uno tsunami, e chi non lo ricorda è disonesto, ma questo tsunami ha fatto emergere troppe fragilità nel sistema sanitario e anche nella gestione politica. Il presidente Fontana ha la mia stima personale ma questo è un atto tutto politico. Io credo che la Lombardia meriti di voltare pagina e non posso esimermi da dare questa sfiducia, che è una sfiducia diversa da quella di altri. Se non lo facessi verrei meno a ciò in cui credo".

 

Intervista pubblica su Giornale Milano