Per svecchiare la Pubblica Amministrazione serve cambiare i sistemi per i concorsi

Mucci: "Inutile stupirsi, il concorso del Ministero della Giustizia ne dimostra l'arretratezza".

"Se non si fa lo sforzo di cambiare sistema di reclutamento, a partire dai bandi di concorso, la pubblica amministrazione non sarà mai svecchiata. Il bando per il
concorso per la qualifica di direttore emanato dal ministero di Grazia e giustizia è emblematico e infatti taglia fuori aspiranti concorrenti trentenni e quarantenni. Un'ulteriore dimostrazione, questa volta da parte de Guardasigilli, dellincapacità di svecchiare la nostra pubblica amministrazione".

Inutile stupirsi se l’età media nel settore pubblico è di oltre 50 anni, se la nostra pubblica amministrazione arranca quando deve implementare strategie di innovazione o digitalizzazione ed inutile stupirsi se mancano competenze multidisciplinari.
Se non si fa lo sforzo di cambiare sistema di reclutamento, a partire dai bandi di concorso, la pubblica amministrazione non sarà mai svecchiata e mai sarà quel punto di riferimento a cui dovrebbero guardare cittadini e imprese.


Ministro Bonafede, nel discorso di fine anno il Presidente Mattarella ha ricordato che è stata la pandemia a danneggiare in particolare i giovani, evidentemente si è voluto limitare. Perché questo concorso non si può certo dire che sia disegnato puntando alla valorizzazione delle competenze dei nostri giovani, spesso più titolati di chi è in servizio da anni. Certo l’esperienza è un fattore importante, ma non è tutto. La società e le tecnologie evolvono a ritmi rapidissimi, e chi meglio li interpreta sono i giovani.

"Per i prossimi concorsi suggeriamo di evitare tetti al punteggio dei titoli post laurea, e se tetto deve esserci, mettiamolo alla premialità sull'anzianità di servizio. Ma soprattutto puntiamo alle competenze multidisciplinari e non solo a quelle giuridiche, valorizzando i dipendenti pubblici meritevoli".

Mara Mucci, responsabile Pubblica Amministrazione.