Calenda: "Il Decreto contro il Coronavirus è confuso e incomprensibile per i cittadini"

 Calenda: Il Decreto contro il Coronavirus è confuso e incomprensibile per i cittadini

Il Decreto varato l'8 marzo è confuso e incomprensibile per i cittadini. Da un lato evoca misure drastiche (esercito e quarantena per milioni di persone), dall’altro non blocca i collegamenti e non spiega con chiarezza come comportarsi anche nelle zone isolate. 

Puoi andare al bar fino alle 18.00 e in un grande magazzino il lunedì (ma non la domenica) ma a lavoro solo per comprovate esigenze (quali sono?). Ma esiste una contraddizione ancora più profonda: non puoi contemporaneamente schierare l’esercito e procedere con i “salvo intese” con le Regioni. 

Semplicemente non ha senso. Un problema che è all’origine del disastro comunicativo di ieri. Come abbiamo detto dal primo giorno occorre dichiarare lo stato di Emergenza e lo Stato deve avocare a sé tutti i poteri decisionali. Nelle prossime ore poi occorre spiegare dettagliatamente agli italiani chi può recarsi a lavoro e chi no, chi può transitare nelle zone chiuse (es la logistica alimentare?), quali sono i settori economici e i punti vendita interessati ecc. Nulla più della confusione e dell’approssimazione è pericoloso in questi momenti.