Proposte di modifica al Decreto Rilancio

Il commento di Carlo Calenda

Misure per garantire liquidità al sistema produttivo

 

 

1. Restituiamo subito 20 miliardi di tasse alle imprese.

Per dare immediata liquidità alle imprese, la cancellazione del saldo 2019 e del primo acconto 2020 dell’IRAP fatta dal Governo non è sufficiente.

La misura del Governo è inoltre sbagliata perché cancella i versamenti IRAP per tutte le imprese, senza fare distinzioni tra chi non ha ricevuto un danno dal COVID e chi ne ha subiti e solo per le imprese con ricavi non superiori a 250 milioni di euro nel 2019. Una misura sottile e a pioggia, poco efficace.

Per Azione è invece necessario restituire subito il secondo acconto 2019 dell’IRES e dell’IRAP. Si tratta di una restituzione di 20 miliardi di imposte, contro i 4 programmati dal Governo, ed è una misura che si applica alle imprese di ogni dimensione e di ogni settore che attestano con autocertificazione di aver subito un danno alla propria attività a causa del COVID.

2. Per accelerare l’afflusso di liquidità alle imprese, è necessario togliere di mezzo ogni intermediazione pubblica e prevedere una garanzia statale diretta su tutti i finanziamenti non garantiti al 100%.

Per accelerare l’erogazione dei finanziamenti bancari, Azione propone l’istituzione di una garanzia statale diretta sui finanziamenti bancari non garantiti al 100%, eliminando ogni tipo di intermediazione pubblica oggi in vigore.

Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI mantiene la responsabilità di rilasciare le garanzie al 100%.

Bisogna inoltre eliminare il vincolo dell’accordo sindacale per l’ottenimento della garanzia statale. Va prevista solo una consultazione.

3. Bisogna garantire che alle imprese arrivi davvero nuova finanza.

In base ai decreti del Governo, le banche possono accedere alla garanzia del fondo PMI anche con i finanziamenti concessi come rinegoziazione di un finanziamento esistente, a condizione che il finanziamento comporti un aumento del credito concesso al soggetto finanziato di almeno il 10%. Azione propone di aumentare questa maggiorazione almeno al 30%.

Per i finanziamenti garantiti da SACE, i decreti del Governo prevedono solo che la banca che chiede la garanzia deve dimostrare che all’esito del nuovo finanziamento c’è stato un aumento dell’esposizione complessiva. Anche in questo caso è necessario assicurare che tutte le garanzie si trasformino davvero in nuova liquidità, imponendo il mantenimento per un periodo minimo di un anno delle linee esistenti o di una loro quota consistente.

4. Velocizziamo i prestiti delle banche alle imprese, introducendo la manleva sui reati bancari.

Per accelerare i processi decisionali delle banche, tutelare gli imprenditori, e assicurare che la liquidità arrivi rapidamente al nostro sistema di imprese, è necessario escludere l’applicabilità delle norme penali in materia fallimentare con riguardo alle operazioni di finanziamento effettuate in conformità a quanto

5. Convertibilità dei crediti garantiti allo Stato in capitale su richiesta delle imprese.

Per assicurare che i debiti garantiti dallo Stato non costituiscano un onere eccessivo per i bilanci delle imprese, Azione proporre di introdurre per legge un meccanismo, attivabile su richiesta dell'imprenditore, di convertibilità automatica dei finanziamenti garantiti dallo Stato. Nel caso in cui il debito diventasse insostenibile, l’imprenditore avrà la possibilità di richiedere (i) il pagamento della garanzia dello Stato alla banca e (ii) la conversione del corrispondente credito dello stato in strumenti di partecipazione, senza diritti di voto, ma con il diritto a ricevere un rendimento garantito sui futuri dividendi. Gli strumenti saranno riscattabili in qualsiasi momento a scelta dell’imprenditore. In questo modo, gli imprenditori chiederanno capitale allo Stato solo se realmente necessario e saranno incentivati a rimborsarlo il prima possibile, per ridurre la diluizione dei propri utili.

6. Pagamenti dei debiti della PA

Per garantire liquidità alle imprese, lo Stato deve immediatamente sbloccare i pagamenti pendenti verso i propri fornitori, che oggi ammontano a 27 mld/€, offrendo anche l’opportunità di compensarli con le tassazioni correnti.

Misure per supportare il patrimonio e la competitività delle imprese

7. Per dare ossigeno alle imprese, è necessario eliminare gli ammortamenti di conto economico dell’esercizio 2020.

Per salvaguardare i bilanci delle imprese, Azione propone di sospendere tutti gli ammortamenti di conto economico dell’esercizio 2020. È una misura a costo zero per il bilancio dello Stato, che ridurrebbe di circa 85 miliardi di euro i costi di conto economico delle nostre aziende. L’ammortamento non effettuato nel 2020 verrebbe spostato all’esercizio successivo, allungando il piano di ammortamento inziale di un anno. La misura deve inoltre essere neutralizzata a livello fiscale: le imprese che con minori costi si trovassero con un imponibile maggiore nel 2020 non pagherebbero maggiori tasse.

8. Premiamo le imprese che si fondono.

Le imprese che vogliono fondersi per superare questa crisi ed aumentare la propria competitività devono essere premiate attraverso una riduzione delle tasse sui loro redditi.
Azione propone un azzeramento dell’IRES per due anni per le imprese frutto della fusione di due o più imprese, a condizione che nella compagine societaria della nuova impresa siano presenti i proprietari originari per la durata del periodo di sospensione delle tasse.

9. Per rafforzare il patrimonio delle imprese, bisogna utilizzare misure semplici e vantaggiose.

Le imprese devono essere aiutate a rafforzare il proprio patrimonio tramite un rendimento ACE del 7% dei nuovi apporti di capitale effettuati nel 2020.

Inoltre la misura del Governo di rendere detraibile ai fini IRPEF e deducibile ai fini IRES il 20% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una società è insufficiente e va portata al 50%, innalzando l’investimento massimo detraibile o deducibile da 2 a 5 milioni di euro.

10. Per supportare le aziende indebitate, bisogna aumentare i limiti di deducibilità IRES degli interessi passivi.

Per far fronte alla crisi, molte aziende hanno dovuto aumentare il loro indebitamento, con maggiori oneri da interessi da sostenere.

Ad oggi la quota di interessi passivi che eccedono gli interessi attivi di un’impresa è deducibile dall’imponibile IRES per il solo 30 % del Reddito Operativo Lordo (ROL). Azione propone di portare questa soglia al 50% per i finanziamenti contratti nel 2020.

11. Ripristino integrale del Piano Impresa 4.0

Azione propone il ripristino integrale dell’iperammortamento e del superammortamento del Piano Impresa 4.0 con aliquote indifferenziate per dimensione degli investimenti e l’estensione ad almeno tre anni del periodo di validità degli incentivi.

È inoltre necessario includere negli investimenti ammessi quelli legati all’economia circolare, alla decarbonizzazione, alla innovazione ambientale e alle tecnologie abilitanti lo smart working.

12. Per scongiurare una riduzione delle ore lavorate in azienda nel 2020, bisogna subito abbattere il costo del lavoro per 6,5 miliardi di euro.

Per evitare che la crisi economica costringa le imprese a ridurre le ore lavorate in azienda, è necessario diminuire il costo del lavoro riducendo i contributi a carico del datore di lavoro e la tassazione sul salario dei lavoratori.
Per il 2020, bisogna infatti fiscalizzare la componente di contributi a carico del datore di lavoro e ridurre la tassazione IRPEF a carico dei lavoratori.

Si può immediatamente abbattere il costo del lavoro per circa 6,5 miliardi di euro, con 900 milioni di euro di risorse nazionali e 5,7 miliardi di euro di fondi europei immediatamente utilizzabili senza cofinanziamento nazionale (vedasi misura n.11).

Misure per supportare lavoratori, famiglie ed esercizi commerciali

13.Liberi professionisti e lavoratori autonomi devono ricevere la stessa indennità.

Azione si è sempre battuta affinché liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza e lavoratori autonomi ricevessero un’indennità pari all’importo medio dei lavoratori in Cassa Integrazione.

Ma il Governo non ha accolto le nostre proposte, discriminando entrambe le categorie con un’indennità di soli 600 euro per le mensilità di marzo e aprile.

È inaccettabile che per il mese di maggio venga introdotta una discriminazione nella discriminazione, escludendo i liberi professionisti dall’ottenimento del bonus 1000 euro, dedicato ai soli lavoratori autonomi. Bisogna subito allargare ai liberi professionisti l’accesso al bonus 1000 euro di maggio.

Inoltre, il credito d’imposta per i costi di sanificazione va esteso ai liberi professionisti: non si capisce perché chi deve sostenere dei costi di sanificazione per il proprio luogo di lavoro e per i propri collaboratori, non possa accedere alle stesse agevolazioni dedicate alle imprese.

14.Per aiutare le famiglie in difficoltà, bisogna spendere subito i fondi europei disponibili. Non serve inventarsi l’ennesimo Reddito di Stato.

Per supportare le famiglie in difficoltà economiche, bisogna immediatamente utilizzare i fondi europei senza cofinanziamento nazionale. Per farlo basta che Regioni e Comuni riprogrammino insieme i Piani Operativi Regionali in base alle necessità territoriali.

Il Governo deve subito riunirsi con le Regioni per liberare queste risorse e trasferirle ai Comuni, che sono le amministrazioni più vicine al territorio e più in grado di aiutare famiglie e cittadini in difficoltà.

15. Gli assegni della Cassa Integrazione in Deroga non stanno arrivando. Bisogna subito introdurre i permessi retribuiti per fare arrivare la liquidità ai lavoratori.

All’inizio della crisi, Azione aveva messo in guardia il Governo sulla lentezza della Cassa integrazione in Deroga (CIGD) nel far arrivare i soldi ai lavoratori delle piccole e piccolissime imprese.

Ma il resto dei lavoratori non può più aspettare. Azione propone l’utilizzo dei permessi retribuiti per pagare i dipendenti delle imprese fino a 15 addetti: il datore di lavoro eroga il permesso e si rivale sull’INPS in sede di versamento dei contributi.

Nel caso in cui dalla denuncia contributiva risulti un saldo attivo a favore del datore di lavoro, l'INPS è tenuto a rimborsare l'importo del saldo a credito del datore di lavoro.

16. Chi deve pagare un affitto ha bisogno di un sollievo immediato da parte dello Stato.

Il Governo ha introdotto un credito d’imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo per i mesi di marzo, aprile e maggio. È una misura che non funziona perché non dà immediata liquidità alle aziende, che potrebbero non avere utili sui quali utilizzare il credito.

Azione propone che ai proprietari di immobili locati ad uso abitativo che applicano una riduzione di almeno il 50% del canone per le mensilità da aprile a dicembre 2020, venga riconosciuta una detrazione pari al 40% del canone effettivamente percepito.

Nel caso di immobili commerciali, anche locati con contratti di affitto di ramo d’azienda o leasing, Azione propone di riconoscere ai proprietari, alle stesse condizioni, la deducibilità dal reddito di una somma pari al 65% dell'importo rinunciato.

Misure per il Turismo

17. Restituiamo alle imprese l’IRAP e l’IRES di novembre

Le imprese del settore turistico-ricettivo sono state le prime a subire i danni economici del COVID-19 e saranno le ultime a ripartire. Senza un intervento massiccio da parte del Governo molte rischiano di non riaprire.

Per dare immediata liquidità e sollievo, Azione propone di restituire il secondo acconto dell’IRAP e dell’IRES di novembre 2019, sotto forma di contributo a fondo perduto.

È una misura dal valore di 21 miliardi di euro contro i 4 miliardi stanziati dal Governo per eliminare il saldo e il primo acconto IRAP 2020.

È una misura universale, automatica ed immediata: quello che manca alle misure del Governo.

 

18. Estendere il Credito d’Imposta anche agli affitti di luglio, agosto e settembre e ad Agenzie di Viaggio e ai Tour Operator

Per tenere conto della forte stagionalità del settore, bisogna estendere il credito d’imposta sugli affitti anche ai mesi di luglio, agosto e settembre ed eliminare la discriminazione tra locazioni, agevolate al 60%, e gli affitti di rami d’azienda, oggi agevolati solo al 30%.

Inoltre, se un’impresa ricettiva ha stipulato due contratti di affitto per la stessa struttura, uno per l’affitto d’azienda e uno per la locazione delle mura, il credito d’imposta deve essere utilizzabile per entrambe le tipologie di contratto.

19. Lo sgravio dell’IMU va esteso anche nei casi dove proprietario e gestore siano distinti

Molte PMI a conduzione familiare intestano la proprietà degli immobili ad un soggetto diverso dal gestore ma comunque sempre all’interno del perimetro familiare. Pertanto è necessario eliminare la condizione di esclusione dallo sgravio IMU se proprietà e gestione non coincidono e applicare l’esenzione indistintamente a tutti gli immobili classificati nella categoria catastale D/2.

20. Vanno estesi gli ammortizzatori sociali per supportare la ripresa del settore

Il Governo ha imposto il blocco dei licenziamenti fino al 17 agosto ma ha previsto ammortizzatori sociali per il settore del turismo solo fino a metà luglio e in alcuni settori addirittura fino a metà giugno: è una misura pericolosa che va subito superata.

Per accompagnare la ripresa del settore turistico-ricettivo, Azione propone di estendere Assegno Ordinario, NASPI per i lavoratori stagionali e CIGD fino a marzo 2021.