Calenda: “Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa”

L'intervista di Carlo Calenda a Il Riformista 

Calenda, come giudica l’operato fin qui del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri?
Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l’altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.

Eppure dal governo non sembrano levarsi voci critiche…
Penso che siano talmente fragili che il loro obiettivo sia di non muovere nulla. Se si muove un pezzo del resto viene giù tutto. Anche oggi Sileri (il viceministro della salute, ndr) ha ammesso candidamente che è stato fatto un disastro. Questi sono talmente pericolanti che qualsiasi scossone, anche piccolo, rischia di mettere in discussione tutta la maggioranza. Lo vediamo benissimo anche su questo decreto che doveva uscire ad aprile e forse uscirà a metà maggio. Litigano su tutto. Il governo ha perso il controllo del Paese e Arcuri è solo una manifestazione di tutto questo.

Si parla molto di riaperture di aziende però continuano i dubbi sulla riapertura “sociale”. Oggi circola voce che al ristorante si potrà andare forse solo con i “congiunti” certificati. Cosa ne pensa?
Sono solo cazzate. Questi non hanno idea di come gestire questa crisi, la stanno affrontando solo vedendo l’andamento dei contagi e chiudendo e riaprendo senza un ragionamento. Noi abbiamo provato a spiegarlo: la strategia non deve essere solo sui contagi ma deve tenere conto del tracciamento, dei tamponi, dei test sierologici, del rafforzamento dei medici di base. Non ci sono nemmeno dati affidabili delle regioni. Sostanzialmente questi dicono agli italiani cose barocche e stravaganti come i 5 metri da tenere al mare che poi diventano 1 al supermercato. Roba da dilettanti.

Ma una crisi di governo in questo momento non sarebbe ancora più rischiosa?
Una crisi al buio non si può fare. Io avevo suggerito un tavolo permanente con le opposizioni. L’assicurazione di Conte è quella di avere un’opposizione sgangherata come quella di Salvini e di Meloni. Poi ovviamente avere loro due al governo sarebbe ancora più drammatico. Bisogna vedere se c’è la possibilità di costruire un governo di unità nazionale che tenga dentro gli amministratori locali come Zaia e Bonaccini. L’obiettivo del centrodestra invece è quello di andare alle elezioni, prendere un po’ di voti in più ma non avere la responsabilità di governare. Poi chiamerebbero Draghi e si metterebbero comodi a bombardarlo. Nessuno di questi sarebbe in grado di gestire nemmeno un bar.

L’ultimo scontro del governo è stato quello sulle regolarizzazioni dei braccianti. Ogni volta che si affronta un tema “politico” questo governo sembra andare in crisi e faticare a trovare una quadra…
Era evidente fin dal primo giorno. Sono andato via dal Partito Democratico proprio perché due forze che si attaccavano tutti i giorni, Pd e M5S, hanno deciso di mettersi insieme. Il M5S è una forza irresponsabile che andrebbe cancellata dalla politica italiana e in tutto questo Renzi continua a fare il Gian Burrasca. Questa maggioranza sta insieme solo per la paura di andare alle elezioni.

Tornerà di moda la serietà?
A un certo punto succederà inevitabilmente altrimenti il rischio è che il Paese finisca gambe all’aria. L’Italia è un Paese ricco e gli italiani capiranno che la politica non è tifo da stadio e non è nemmeno il Grande Fratello. Però siamo ancora lontani: ho gente che mi scrive per dirmi che è d’accordo con me ma si dichiara di destra o di sinistra. Serve un cambiamento di consapevolezza dei cittadini. Questo Paese non lo salva Draghi e non lo salva nemmeno Batman: questo Paese lo salvano i cittadini che non cascano nella trappola “fascisti-comunisti”. Se succederà che torni di moda la serietà non te lo so dire però noi lo stiamo provando a fare.

Leggi l'intervista completa di Giulio Cavalli su Il Riformista