Inaccettabile la nomina del Rettore vicino a Erdogan per l'Università di Istanbul

L'Università deve concorrere al bene comune, ciò non può accadere se si calpesta il principio della libertà d'insegnamento.

Da giorni migliaia di studenti di una delle università più prestigiose della Turchia, l’Università Boğaziçi di Istanbul, ossia l’Università del Bosforo, stanno duramente protestando, per la nomina da parte del Presidente Erdogan del rettore Melih Bulu. Già durante il 2020 ben 27 rettori sono stati nominati con decreto presidenziale dal capo dello Stato, ma in questo caso si è registrata una dura reazione da parte di tutta la comunità accademica e degli studenti, in quanto Melih Bulu è una persona molto vicina all’attuale Governo. Già nel 2014 si era candidato al parlamento per il per il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), fondato da Erdogan.

Ci uniamo allo slogan lanciato dagli accademici di quella Università “Non lo accettiamo, non ci arrendiamo!”. Crediamo infatti che il Presidente Erdogan farebbe bene ad invertire la rotta intrapresa dopo il fallito colpo di stato del 2016. Da allora, infatti, più di 6 mila accademici sono stati licenziati, in diversi casi è stato loro ritirato il passaporto e sono stati loro negati i diritti fondamentali.

L’Università ha un ruolo inalienabile. Deve concorrere al bene comune, deve produrre laureati e cittadini, risultati della ricerca e trasferimento di tecnologia e conoscenza, deve concorrere allo sviluppo dell’economia e soprattutto della società. E ciò non può accadere se si continua a calpestare il sacro principio della libertà di insegnamento e di ricerca.

Mario Raffaelli e Nunzio Angiola