Ristori anche a categorie finora ignorate

Il Governo ha assunto l'impegno formale di ristorare altre categorie danneggiate dalla crisi.

Il Governo ha accolto un ordine del giorno presentato dalla nostra Componente Azione/+Europa, a prima firma di Nunzio Angiola, con il quale assume un impegno formale a ristorare alcune categorie danneggiate dalla pandemia, finora ignorate o trascurate.

Il testo completo dell’Ordine del giorno.

La Camera,

premesso che:

l'articolo 2 del provvedimento in esame introduce la concessione di un contributo a fondo perduto da destinare all'attività dei servizi di ristorazione per i soggetti che hanno già ricevuto quello previsto dall'articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto-legge «Rilancio»), e che la somma da corrispondere sia pari alla somma già corrisposta in precedenza, il cui valore era stato determinato sulla base del calo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto a quelli del mese di aprile 2019;

con il decreto Ristori si è in parte recuperato l'errore, prevedendo che il ristoro spetti anche in assenza dei requisiti di fatturato indicati in precedenza per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1o gennaio 2019; tuttavia l'ammontare del contributo è pari agli importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, totalmente inadeguati per molte attività;

altri settori sono stati esclusi dai ristori o comunque compensati in modo insufficiente; solo per citarne alcuni, la categoria delle oltre cinquecento imprese specializzate e dei circa centoventimila addetti del comparto degli allestimenti fieristici, congressistici, concertistici, delle mostre e degli eventi in genere, oltre ai fieristi delle varie macro-aree merceologiche; il settore legato al wedding e al mondo delle cerimonie, compresi i fotografi e i fioristi, a fronte della cancellazione di circa il 90 per cento delle cerimonie; il settore dei microbirrifici e dei grossisti del food&beverage; i gestori di piscine, palestre e altri impianti sportivi; le agenzie di viaggio con contratti di associazione in partecipazione, ovvero giovani imprenditori che hanno contratti di associazione in partecipazione (affiliati di marchi nazionali) esclusi da ogni sostegno regionale e nazionale a causa dei codici ATECO;

vi sono poi le centinaia di migliaia di possessori di immobili diversi dalla prima casa che, a fronte del blocco degli sfratti, non ricevono alcun ristoro e hanno invece dovuto pagare l'IMU a fronte di un mancato incasso di un affitto da parte di un inquilino che non può più permetterselo o a fronte della mancanza di locazioni di tipo turistico, impegna il Governo ad intervenire con adeguate risorse sulle categorie escluse dai ristori o compensate in modo insufficiente citate in premessa.

Angiola, Costa, Frate, Magi.

 

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