Un'agenzia nazionale per la cybersecurity a disposizione di imprese e cittadini

 

09 giugno 2021

 

Pastorella: "Un grande passo in avanti per l'Italia nel settore della cybersecurity chiesto da tempo dal nostro tessuto produttivo e dai nostri cittadini".

Vista la crescita esponenziale degli attacchi cibernetici, in Italia è sempre più sentita l'esigenza di avere un'interfaccia reattiva e facilmente contattabile che possa aiutare l'azienda o il cittadino nel gestire l'attacco e minimizzare i danni conseguenti. Per questo Azione, che da subito ha sostenuto la proposta del sottosegretario Gabrielli per un’agenzia nazionale che vegliasse sulla Rete, guarda con estremo favore la notizia di oggi relativa alla nascita dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn).


Un rapporto dell'ENISA, l'agenzia per la cybersecurity europea, aveva già messo in luce la richiesta di aiuto delle aziende italiane. Il 37% aveva indicato "la mancanza di chiarezza nelle aspettative delle authority competenti" come un problema – percentuale più alta della media europea del 30% – e il 28% aveva lamentato un "supporto limitato dalle authority nazionali", contro una media del 22,7%.


Se per molti anni ancora non ci saranno vaccini efficaci contro tutti gli attacchi cibernetici che si stanno trasformando in una vera e propria epidemia, si può almeno sperare che l’agenzia proposta nel decreto legge, che dovrebbe finire sul tavolo del Consiglio dei Ministri già nella giornata di domani, sia in grado di minimizzare i danni garantendo la massima fruibilità da parte degli utenti.


Bene che il nuovo centro si occupi anche di potenziare la sicurezza nei ministeri e nella PA, ma Azione si auspica che sia anche e soprattutto un'interfaccia per le aziende che spesso si sentono lasciate sole. Fondamentale e molto positivo invece che lo farà in qualità di soggetto indipendente: un’Agenzia nazionale pubblica, non controllata dal Dis, come immaginava invece Conte.


Un grande passo in avanti per l’Italia nel settore della cybersecurity non solo perché ci permette di allinearci con i partner europei su questo importante aspetto, ma perché ce lo chiedono il nostro tessuto produttivo e i nostri cittadini.


Giulia Pastorella, responsabile Digitale e Gruppo InnovAzione

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