Su accessibilità metro, Atac è senza vergogna

Grippo: "Disservizi indegni di una capitale civile che costringono Atac a risarcire migliaia di euro per condotta discriminatoria".

"Leggo dell'esperienza di Dario Dongo e non posso non provare vergogna come istituzione". "Già nel 2014 presentai in aula Giulio Cesare un piano dettagliato, votato all'unanimità, per rendere accessibile e decorosa la situazione della stazione Termini e per abbattere le barriere architettoniche nelle fermate della metropolitana che attraversano il centro di Roma, con le coperture economiche che rendevano possibile attuarlo".

"Sono passati anni e il piano è rimasto completamente inattuato, mentre Atac dichiara senza vergogna che le linee sono accessibili e praticabili e che è impegnata nel progressivo abbattimento delle barriere architettoniche. Come sanno bene le persone con disabilita', tra dichiararsi accessibili ed esserlo, c'è ciò che distingue la buona amministrazione. Spesso le linee sono coperte da vecchi mezzi non accessibili, gli ascensori delle stazioni si rompono e rimangono fermi per giorno senza neanche un avviso all'utenza, i monta persone sono inutilizzabili e tenuti in condizioni indecorose".

"Ancora oggi sulla linea A una persona in sedia a rotelle che entri nella metro a Termini, attraversa tutto il Centro storico della Capitale, per ben 6 fermate, passando da piazza Barberini a piazza di Spagna fino a Prati e San Pietro, senza poterne mai uscire fino ad Ottaviano, in ostaggio per chilometri. Questi disservizi, oltre a essere indegni di una capitale civile, sono anche un danno economico per Roma, che è stata più volte costretta a risarcire migliaia di euro per condotta discriminatoria nei confronti di persone con disabilità".

Lo dichiara Valentina Grippo, responsabile Politiche sociali e Disabilità di Azione.

 

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